Vogliamo illustrare la situazione che si sta creando in quella parte del sud Italia, compresa tra la Basilicata, la Campania e la Puglia, presa di mira dalle compagnie petrolifere. Grazie alle moderne tecniche di trivellazione in grado ormai di raggiungere grandi profondità dove sta sepolto l’olio nero, esse non tengono in alcuna considerazione le proprietà umane, geologiche e geografiche di quei luoghi, caratterizzati da una grande ricchezza ambientale, ecologica e turistica, in più provvisto di importantissime fonti di acqua potabile, che alimentano diversi milioni di abitanti. Inoltre c’è da considerare il concreto e notevole rischio sismico, alimentato dalle sconosciute ed incontrollate sollecitazioni delle trivelle.
Vogliamo divulgare e far conoscere la situazione della Val d’Agri (Potenza) che in dieci anni ha visto evaporare ogni sogno di ricchezza economica ed occupazionale, lasciando gli abitanti da soli a far fronte all’inquinamento irreversibile e al degrado antropologico. Vogliamo inoltre mettere a fuoco che la Val d’Agri rappresenta un esempio estremamente prezioso per gli abitanti del vicino Vallo di Diano (Salerno), che stanno subendo l’attacco delle concessioni petrolifere, avallate dallo Stato, contro cui per ora i sindaci dei comuni coinvolti si sono schierati.
Occorre che non solo gli abitanti di queste province, ma tutti si rendano ben conto che siamo arrivati al momento previsto da tempo, in cui la battaglia principale non è solo ambientale, ma è per la tutela dell’acqua, prima e indispensabile fonte di vita. Bisogna fare in modo che le persone non trovino normale essere costrette all’approvvigionamento idrico attraverso lo scandaloso mercato delle bottiglie d’acqua minerali, di nuovo favorevole solo alle multinazionali.
Fondamentale è la conoscenza e la consapevolezza della gente comune rispetto a questa situazione emergenziale. In questo senso una comunicazione audiovisiva, libera da ingerenze interessate, purtroppo inesistente nei canali televisivi ufficiali, più una efficace distribuzione, garantita dalla strategia web marketing della nostra produzione, può contribuire notevolmente a questo scopo.
Chiediamo quindi a chi si rende conto del problema, sia perché direttamente coinvolto nelle zone prese in esame, sia perché italiano ed in quanto tale ormai sa che questo sistema può colpire ovunque (si pensi al fracking in Emilia Romagna, probabile causa dei terremoti dell’anno scorso) di contribuire alla realizzazione di questo documentario. Esso sarà realizzato col massimo del supporto professionale, ma col minimo della spesa, sufficiente a coprire appena i costi vivi delle trasferte e delle riprese.
Una volta realizzato il documentario, lo invieremo ad ogni parlamentare e non solo. Contribuisci a realizzarlo, perché insieme possiamo fermare questo scempio!

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