il video racconta attraverso i suoni e le voci registrate in presa diretta di piazza Taksim le ultime due settimane di proteste, in una Istanbul in rivolta alla ricerca di un riscatto. La partecipazione dell'occupazione e della rivolta dentro al Gezi Park è costituita soprattutto dal coordinamento di piazza Taksim che ha promosso l'occupazione un pò sul modello degli occupy con varie presenze che però non tutte vi si riconoscono: studenti, universitari, paramedici, la rete dei commons che viene da alcune strutture occupate ed alcuni esperimenti sindacali, gli ultras Carsi, gli anarchici, i kurdi, molta società civile e alcune componenti militanti più tradizionali. Intorno alla piazza a intervenire nei momenti degli scontri tanta gente, ma soprattutto le due componenti più organizzate, il partito comunista e il partito socialista democratico, che alimentano anche la partecipazione da quartieri di storica resistenza come Gazi e che da tempo aspettavano probabilmente questa possibilità. I partiti kemalisti sembrano invece quasi scomparsi o invisibili. La grande maggioranza dei partecipanti, insieme a vecchi militanti, sono giovani tra i venti e i trent'anni, tantissimo precariato sociale, sia scolarizzato che no, una fascia cresciuta enormemente negli ultimi anni malgrado la crescita economica. Comunque decine di migliaia di persone e una situazione molto ibrida, innovativa, straordinaria, drammatica. Una chimica complicata, forse insabile, che al momento è evidentemente tenuta insieme dal comune spirito di rivolta al governo di Erdogan, alla gentrificazione e al suo autoritarismo neoliberista. E che forse sta producendo nuovi soggetti, nuove identità. La repressione in queste ore è durissima! Dopo qualche tentennamento dei giorni scorsi il governo ha dichiarato tolleranza zero contro le contestazioni. L'equivalente del Prefetto a Istanbul ha dichiarato "che non si può piu garantire la sicurezza alle persone in Piazza Taksim"... La piazza è in mano alla polizia ma tutt'intorno continuano gli scontri così come i rastrellamenti, l'aria è irrespirabile, nel parco diverse centinaia di persone resistono al buio, chi in maniera non violenta, chi attiva. Si aspetta la gente da Gazi e quelli che erano andati al turno a casa che insieme ad altri potrebbero arrivare dall'altra parte e magari bloccare il ponte. Istanbul continua a resistere!

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