(September 2012)

M'illumino nel vedere la maestosità dell'alba vista da quassù, e non solo quella.
Siamo sulla "Pania della Croce", la quarta cima più alta delle Alpi Apuane e nominata anche da Dante Alighieri nell'"Inferno"; ed è un vero e proprio inferno arrivarci, sopratutto se ti trovi a fare il sentiero della "Valle dell'inferno" alle 4 di notte, quando tutto tace, è buio, è calma. Si sentono solo le nostre voci e ogni tanto dei rumori di qualche animale.
Si decide di destarsi dalle nostre tende durante la notte e di andare a vivere un esperienza unica, esperienza che non è tale se non c'è un pò di avventura a vivacizzarla.
Sulla cima si ode solo il rumore del vento; il freddo è incessante ma lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è unico: nonostante il buio si nota l'immensità della nostra terra natale: da qui si vede tutta la costa tirrenica, la Versilia, Lucca, tutta la Garfagnana; e l'alba non fa mancare anche le isole (Corsica, Isola d'Elba e Capraia) e l'infinito mare blu.
Mi hanno affascinato i colori, che nonostante il buio, ho cercato di riprendere; ma purtroppo non c'è cinepresa che renda la bellezza e la purezza di questo paesaggio.
Stanchi e affamati riaffrontiamo la Valle dell'Inferno per tornare indietro dove, stavolta, incontriamo degli arieti e da dove si possono vedere i falchi volare sopra le nostre teste.

Sì la natura è tanto bella quanto cara. Vedere che viene rovinata dalle nostre stesse mani mi fa stare male...

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