Piroette, virate, giravolte di 180 gradi. Dall’amnistia ai clandestini, passando per l’euro e Telecom, il pensiero (politico) di Beppe Grillo è in continua contraddizione con se stesso. Qualche esempio? Nel 2005 firmò un appello dei radicali a favore dell’amnistia eppure oggi si dice contrario a ragionare su qualsiasi ipotesi di intervento, anche solo per i reati minori della Fini-Giovanardi. Per non parlare del caso Rodotà che, prima di essere osannato come nuovo Presidente della Repubblica, era considerato un parassita dello Stato. Oppure di quando lo stesso Grillo invitava la Merkel di invadere l’Italia o chiedeva di vendere Telefonica a Telecom. Senza citare la fase "pre-blog" durante la quale vedeva di buon occhio anche la discesa in campo di Berlusconi.

Insomma, gli esempi si possono sprecare. L’ultimo riguarda la questione del reato di clandestinità che sta spaccando, dall’interno, il Movimento. Fa certamente sorridere ascoltare, nel video qui sotto, cosa pensava Grillo dei clandestini e dei flussi migratori solo cinque anni fa. Queste sono le sue parole, le considerazioni le lascio a voi.

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