Pino Puglisi nasce a Palermo il 15 settembre del 1937, muore per mano della mafia 56 anni dopo. In "Pino se lo aspettava" di Marco Corvaia padre Puglisi viene raccontato non come prete né come oppositore alla mafia siciliana, ma prima di tutto come uomo.
Nel 1990 Padre Puglisi diventa parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio, quartiere a rischio di Palermo, ai tempi controllato dai fratelli Graviano. Qui inizia, gomito a gomito con gli abitanti del quartiere, una battaglia per rivendicare i servizi primari e per allontanare i giovani dalla vita di strada e dalle fila della criminalità organizzata. Una battaglia che determinerà la sua condanna a morte.
Pippo De Pasquale ha conosciuto Padre Pino Puglisi all'età di 7 anni. Sono stati amici, confidenti, e per più di vent'anni anche vicini di casa; abitavano l'uno sopra la testa dell'altro, condividendo persino la linea telefonica duplex. La storia di un'amicizia importante che viene raccolta, in una lunga conversazione, da un giovane scrittore siciliano, Marco Corvaia, a sua volta amico di famiglia di Pippo De Pasquale.
Una conversazione in cui lo scrittore scopre una serie di dolorosi dettagli sugli ultimi giorni di vita di Padre Puglisi, la testimonianza diretta delle minacce di morte che aveva ricevuto, e il racconto della notte dell'omicidio, in cui l'amico gli fu accanto fino all'ultimo battito cardiaco. E adesso cosa gli resta? Cosa rimane di quella morte?
Esistono scrittori che cercano storie, ma esistono anche storie in cerca di scrittori. Questo è il caso di questo libro della Navarra Editore, nella collana Fiori di campo.

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