Eclissi è uno spettacolo concepito per e suggerito dal dispositivo della camera ottica (più esattamente del megascope). Come avviene per l’immagine che compare nello specchio, le immagini di Eclissi sono proiezioni in uno spazio virtuale di oggetti presenti, di una materia opaca di cui viene evocato lo spettro luminoso, una materia che viene dissolta in simulacro senza alcun procedimento intermedio di traduzione. Oltre che un’atmosfera trasparente di rarefazioni sovrapposte nel tempo, Eclissi è il racconto di un eclissamento, di una scomparsa che è altresì scomparsa della cosa dietro l’immagine che la rappresenta; ma se Eclissi è un racconto, è un racconto che emerge dalle tenebre per affondarvi nuovamente, non appena alcuni gesti hanno portato alcuni dettagli oltre la soglia della visione, per poi lasciare che questi tornino a raccogliersi nella loro muta esistenza cosale: il racconto è un naufragio di cui si vedono galleggiare le spoglie sulla superficie riflettente delle
profondità minerali.

scrittura e azione: Virgilio Villoresi e Angstarbeiter
musica & suoni: Dominique Vaccaro
produzione: Netmage/Xing

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