Il caso Eternit a Casale Monferrato.

Casale Monferrato è la seconda città della provincia di Alessandria, con circa 36 mila abitanti è
situata sulla riva destra del fiume Po, in un’area pianeggiante tra le colline del Monferrato.
In questi luoghi nel 1906 venne costruito lo stabilimento della Eternit, una fabbrica che ha
tristemente segnato la storia di questa cittadina e dei suoi abitanti, lasciando dentro di loro un
vuoto purtroppo incolmabile.

La Eternit produceva un composto di cemento e amianto, la cui fibra è causa di diverse malattie
respiratorie tra cui l'asbestosi e di un tumore specifico e incurabile: il mesotelioma pleurico.
Ad aver contratto malattie non sono purtroppo solo ex-lavoratori della Eternit, ma familiari e
cittadini di Casale che mai hanno lavorato all'interno della fabbrica della morte. Questo perché i
dirigenti della Eternit non hanno mai impiegato misure di sicurezza tali da preservare le
condizioni di salute dei propri operai e operaie, e noncuranti del rischio, hanno persino distribuito
tra gli abitanti del paese la pericolosa polvere di scarto, usata poi come isolante per tetti o nella
pavimentazione esterna.

A dicembre del 2009 ha preso il via a Torino il maxi-processo Eternit, con 2900 parti lese e
2100 parti civili, e che vede imputati gli ex vertici della multinazionale: il magnate svizzero
Stephan Schmidheiny, il barone belga Ghislain de Cartier de Marchienne e i proprietari dei 4
stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio
Emilia) e Bagnoli (Napoli). Sono accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli
antinfortunistici. È la prima volta che in Europa in una causa per danni ambientali sarà un collegio
internazionale a difendere le parti civili in un processo che dovrà fare luce sulla morte di circa
3000 persone. Ma a Casale ci si ammala ancora di mesotelioma. A Casale si continua a morire.

j vimeo.com/14007608

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