a video by Francesca Fini (2013)
music File Under Toner
archival footage Prelinger Archive (archive.org)

WHITE SUGAR is a surreal film that narratively and graphically elaborates archival material in the public domain. I selected this material in the course of careful research. I focused in particular on the female figure that is ubiquitous within this linguistic universe, as a sort of granite spokesman of a specific cultural model she apparently adheres without shadows and without uncertainty. A universe that has a very precise historical flavor and that, for some sort of magical projection in space and time, seems to actually tell our time. I've isolated these female figurines, literally cutting them out of their context as paper dolls, and then I reassembled them into a new digital space made in 3d. In this transfer the "dolls" lose their connection not only with the narrative context but also the spatial structure in which they "lived" originally, assuming new meanings that crack their role as ambassadors of a granitic and dominant culture. The video revolves around the spooky theme of hypnosis and lucid dreaming, as a representation of western cultural model that is "white sugar", an artificial and addictive chemical pleasure, altering taste and perception. The graphics are best with anaglyph glasses.

WHITE SUGAR è un film surreale che rielabora narrativamente e graficamente materiale d'archivio di pubblico dominio. Ho selezionato questo materiale nel corso di un'accurata ricerca negli archivi Prelinger aperti al pubblico che raccolgono i primi filmati propagandistici americani, i primissimi documentari educativi e sociali, i primi notiziari televisivi e commerciali. Mi sono concentrata in particolare sulla figura femminile che è onnipresente all'interno di questo universo linguistico, granitica portavoce di un preciso modello culturale a cui apparentemente aderisce senza ombre e senza incertezze. Un universo che ha un sapore storico molto preciso e che, per una sorta di magica proiezione spazio-temporale, sembra in realtà raccontarci il nostro tempo. Ho isolato graficamente queste figurine femminili, letteralmente ritagliandole dal loro contesto come bamboline di carta, per poi riassemblarle all'interno di un nuovo spazio digitale realizzato in 3d. In questo trasferimento le "bamboline" digitali perdono il loro legame non solo con il contesto narrativo ma anche con la struttura spaziale e filmica in cui erano inserite in origine, assumendo significati nuovi che incrinano il loro sapore rassicurante e il loro ruolo di testimonial granitiche di una cultura dominante. Il video ruota attorno al tema inquietante dell'ipnosi e del sogno lucido, come rappresentazione del modello culturale occidentale che è come "zucchero bianco"; un piacere artificiale che crea dipendenza chimica, alterazione artificiale del gusto e della percezione. Il video richiede gli occhiali anaglifici.

Performed at:
FILE Electronic Language International Festival (Sao Paulo), Berlin International Directors Lounge (Berlin), The Art Week (Santander), Instants Vidéo Numériques et Poétiques (Marseille), Video Remakes AplusA Gallery (Venice), Screengrab New Media Art Pize Australia (Queensland), Athens Videoart Festival 2014, Videobabel 2014.
Winner at Prix Videoformes 2015 (// First Prize Prix // Université Blaise Pascal des étudiants, Prize ex-aequo Conseil Général du Puy-de-Dome)

j vimeo.com/72360450

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