Volume-Trading

  1. Tutti sappiamo che per fare trading sono necessarie competenze che ci permettono di affrontare il mercato. Non ci si improvvisa trader solo perché si hanno soldi su un conto con qualche Broker o perché possiamo osservare il mercato tramite piattaforme di analisi da casa. Il trading è una professione e come per ogni professione non ci si improvvisa, ma si devono sviluppare delle COMPETENZE
    Queste competenze sono di 2 tipi:

    -TECNICHE (analisi del mercato attraverso logiche di interpretazione del mercato)
    -PSICOLOGICHE (saper gestire la propria persona e le proprie emozioni al fine di realizzare ciò che la tecnica ci suggerisce)

    Ipotizzare di fare Trading prescindendo anche solo da una di queste due componenti significa dirigersi verso il FALLIMENTO e l’ INSUCCESSO ASSICURATO
    E’ credenza comune che la differenza tra successo ed insuccesso nel trading risieda nella scelta della tecnica utilizzata, nella metodologia di analisi, nella piattaforma o nel Trading System utilizzato.
    La grandissima maggioranza di chi fa trading dedica un enorme dispendio di energie nel «cercare» la componente tecnica che possa renderli vincenti. Non a caso i forum di trading trattano per oltre il 90% del loro materiale pubblicato di strumenti e tematiche legate all’aspetto tecnico del trading.
    In realtà la tecnica non è affatto il fattore discriminante che porta al successo, ma al massimo è quel fattore che facilita il SUCCESSO, ma non lo determina.
    Come in qualsiasi professione diversa dal trading e come la realtà generalizzata dei professionisti ci dimostra, la differenza viene fatta dal singolo e da come egli riesce ad applicare/enfatizzare la tecnica appresa rendendola nelle sue mani uno STRUMENTO VINCENTE.
    Qualsiasi professionista di successo è tale in quanto è un tipico esempio di unione tra le sue competenze tecniche e le sue capacità umane. Lui è il BINOMIO «vincente» frutto del MIX unico dato da ciò che Lui è unito con ciò che Lui sa.
    Questo è evidente nel trading, specie quando si fa del Trading Simulato.
    Cos’è che discrimina il paper Trading rendendolo di norma profittevole rispetto al trading con denaro reale tale da renderlo così difficile, spesso trasformando ciò che in «simulato» è profittevole, in qualcosa di sistematicamente perdente ?
    Perché quando simuliamo abbiamo successo mentre quando facciamo seriamente, sbagliamo ?
    Queste solo alcune verità oggettive che pochi si soffermano ad indagare e ancora meno cercano il modo per risolvere, cercando le soluzioni al di fuori di se stessi con nuovi indicatori, nuove metodologie o nuovi trading system.

    E' fondamentale quindi affrontare diversi argomenti inerenti queste tematiche, tra cui:

    -Come le emozioni influiscono nel processo di trading
    -In che modo le emozioni alterano la nostra capacità razionale
    -Che rapporto di forza esiste tra mente emotiva e mente razionale
    -Come si formano i pensieri nella mente
    -La biologia evolutiva che ci ha portato ad essere ciò che oggi siamo
    -La biologia è più forte della volontà razionale (è nel nostro DNA)
    -La mente emotiva domina la mente razionale biologicamente
    -La velocità di risposta della mente emotiva è 6 volte superiore della risposta della mente razionale
    -Cos’è il «rapimento emotivo»
    -Cos’è il «Corto circuito emotivo»
    -Perché la CONCENTRAZIONE non può nulla contro la mente emotiva ?
    -Perché lo «Stato di Flusso» o «FLOW» è marginale e subordinato alla mente emotiva ?
    -Come comportarsi per gestire tutte queste tematiche
    -Come sviluppare nel tempo un percorso auto ri-educativo che ci supporti e ci agevoli nel trading
    -Come imparare a gestire ed educare da soli la propria emotività giorno per giorno.

    Esistono processi biologici che legano la mente emotiva con le reazioni che il corpo manifesta e che la mente produce che permettono di ri-educare le nostre emozioni al fine di renderle funzionali al nostro volere.
    E’ possibile attuare un percorso di ri-educazione strutturato per imparare a gestire e riconoscere le emozioni e gli stati emotivi che ci ostacolano al fine di sopirli o ancora meglio di far si che assecondino il nostro volere e che quindi enfatizzino il nostro risultato.
    La scienza moderna grazie alle ultime tecnologie ha dimostrato che la mente emotiva è in grado di agire come un moltiplicatore delle performance che l’uomo vuole attuare o al contrario, se la mente emotiva è in contrapposizione al nostro volere, ne limita fortemente le possibilità di realizzo anche quando il risultato è facilmente ottenibile.
    Conoscere le dinamiche che regolano l’attività della mente, le gerarchie dei processi funzionali ed i meccanismi che la mente attua seguendo un ordine biologico sviluppato in milioni di anni di evoluzione che in nessun modo può essere sovvertito in quanto appartenete al nostro DNA umano, ci permette di SAPERE in che MODO AGIRE al fine di correggere ciò che ci ostacola.
    Attraverso questi processi di ri-educazione possiamo far si che il nostro trading sia quanto più rispondente alle tecniche da noi utilizzate, prive di condizionamenti emotivi che ne limitino o peggio ne sabotino la realizzazione.

    **************
    ***********
    Note in merito alla relazione tra "STATO di FLUSSO" e trading enfatizzato da alcuni che sostengono sia la "via" per raggiungere "grandi performance".

    Lo stato di flusso è ampiamente studiato in particolar modo in ambito sportivo professionistico in quanto una corretta preparazione mentale aiuta ad ottenere performance di elevato livello relative all’atleta che si accinge alla prestazione.
    Il problema in questo contesto è che non viene considerata una enorme differenza tra l’ambito sportivo e l’attività di trading sui mercati finanziari da chi ne enfatizza le possibilità di utilizzo, differenza che risiede nella sostanziale diversità di prospettive tra gesto atletico ed operazione finanziaria.
    Lo sportivo, qualsiasi sia la sua disciplina, è sempre consapevole di cosa lo attende nel suo gesto atletico, quale percorso sciistico, quale distanza di corsa deve percorrere, quale buca golfistica deve affrontare, quanti e quali piattelli a cui sparare nel tiro al volo, ecc…ecc….
    La difficoltà dello sportivo risiede nel suo gesto atletico che può essere più o meno performante, più o meno sopra/sotto le sue possibilità atletiche (lo stato di flusso è sempre relativo a se stesso e mai assoluto), ma mai la difficoltà risiede nella conoscenza a priori del terreno di gioco.
    Il trader invece, pur conoscendo la sua tecnica anche perfettamente, si trova ad operare in una condizione di ambiente mutevole, incerto, non conosciuto a priori, in cui è il mercato che decide e modifica continuamente il «terreno di gioco». Quindi per quanto il trader sia ben focalizzato sulla sua metodologia, per quanto sia centrato mentalmente con il mercato, la sua operatività rimane comunque frutto di eventi statistici che possono concretizzarsi sia positivamente (successo dell’operazione) che negativamente (operazione chiusa in perdita).
    Il trader, pur essendo in stato di flusso, potrebbe senza alcun problema realizzare una serie di operazioni tutte negative in quanto non sarebbe lui a non essere allineato con il mercato, ma sarebbe la sua metodologia che per quanto ben applicata dal trader, risulterebbe in quel contesto ed il quel frangente comunque fallimentare e quindi portatrice di perdite.

    In quest’ottica, lo stato di flusso non può nulla nella determinazione del risultato operativo.

    Vi è inoltre un ulteriore aspetto che viene sottostimato in ambito di applicazione del concetto di flusso inerente il trading, ovvero la capacità di mantenere in modo durevole e nel tempo la concentrazione, prerogativa quest’ultima necessaria e fondamentale per entrare nello stato di flusso.
    E’ dimostrato infatti che la concentrazione mentale è una capacità che coinvolge gli emisferi cerebrali cognitivi, razionali e che tale capacità di concentrazione, oltre ad essere subordinata alla componente emotiva, come abbiamo ampiamente analizzato in precedenza, non è stabile nel tempo, ma oscilla in fasi alterne.
    Tipico esempio di questo lo abbiamo con «l’indice di distrazione» (distraction Index) ideato e studiato da Albert Einstein il quale sosteneva che era estremamente difficile anche per lui, pur essendo altamente allenato in questo, a mantenere la concentrazione focalizzata per più di 42 minuti consecutivi.
    Considerando quindi che l’attività di trading si svolge nell’arco di una giornata lavorativa e che NON siamo noi a definire quando operare né per quanto tempo stare in posizione, ma la nostra metodologia in funzione di ciò che offre in quel momento il mercato (è il mercato che mi offre solo in determinati momenti la possibilità di operare, a prescindere dalla mia volontà di farlo in quel momento), risulta assai evidente che il concetto di flusso, facilmente applicabile negli eventi sportivi, risulta decisamente inconsistente quando applicato al trading quotidiano.

    Lo sportivo conosce sia il QUANDO, sia la durata, sia il DOVE dare il meglio di sé.
    Il trader non conosce né il QUANDO, né per quanto tempo, né il DOVE, ma conosce solo il COME dare il meglio di sé

    E’ evidente quindi che i presupposti sono sostanzialmente diversi tra sportivi e traders

    La mancanza di conoscenza a priori dell'ambiente in cui si andrà ad operare è il presupposto base per innescare uno stato emotivo tipico del trader, ovvero l'ANSIA e la PAURA che oltre ad essere dei potentissimi inibitori della capacità di concentrazione, sono riconosciuti dallo stesso scopritore della stato di flusso (Mihaly Csiksezentmihalyi) come fattori emotivi non propedeutici per raggiungere tale stato mentale. Il grafico pubblicato dallo stesso studioso dimostra nei fatti che in stati di ANSIA (anxiety) e PAURA (worry) è quasi impossibile raggiungere lo stato di flusso.

    http://img408.imageshack.us/img408/3057/flowdiagram.jpg

    http://img253.imageshack.us/img253/361/flowdiagram3.jpg

    Non da ultimo inoltre, è studiato e provato da studi psichiatrici e psicologici in merito a tale argomento che il denaro e quindi tutti i processi che possono provocare la sua potenziale perdita, sono fautori di altri meccanismi fortemente inibitori che destabilizzano la percezione di sé del soggetto, delle sue credenze in merito a sé stesso ed alla sua identificazione sociale.
    Interessante quanto riportato da "Claudio Widmann ne - IL DENARO COME SIMBOLO: ASPETTI PSICODINAMICI E CLINICI"
    oppure in "Il DENARO IN TESTA - dello psichiatra Vittorino Andreoli - Rizzoli editore":

    [citazione]

    **Il denaro motivazionale **

    Nelle civiltà economicamente avanzate il denaro costituisce uno dei maggiori agenti motivazionali. Prima di trovare conferme sperimentali (Bustreo e Zatti, 2007), questa costatazione empirica trovò innumerevoli espressioni nelle narrazioni archetipiche. Non si contano le fiabe, i racconti o i film che narrano peripezie indicibili per raggiungere un tesoro e ancora più numerose sono le vicende reali di uomini che dedicano la vita e le migliori energie al ”fare soldi”. In quanto simbolo, il denaro può rappresentare le motivazioni più disparate: comperare una casa o andare in discoteca, accumulare risparmi o aumentare i consumi. L’adagio secondo cui “sono i soldi a muovere il mondo” dice con quale ampiezza esso agisca da motivazione.
    In quanto agente motivazionale, denuncia la rilevanza delle singole motivazioni e il valore che ciascuno assegna alle cose; le analisi di spesa segnalano se i bisogni alimentari contano più o meno dei bisogni di immagine, rivelano se un’azienda riserva più importanza alla ricerca o alla promozione, se un paese in via di sviluppo attribuisce priorità alla cultura o agli armamenti. Un sondaggio giornalistico condotto negli USA svelò che il 23% degli intervistati (una persona su quattro!) è disposto a commettere un omicidio per dieci milioni di dollari, sapendo di farla franca. E’ un dato sconcertante, che parla del valore concreto che viene attribuito alla vita e al rispetto altrui; ma è ancora più sconcertante che quotidianamente vengano commessi crimini per molto meno di dieci milioni di dollari e senza alcuna certezza di farla franca. Osservazioni di questo tipo mettono a nudo la pochezza delle motivazioni di molte persone.
    ....
    ....

    **Il denaro potente **

    Appropriandosi del denaro, l'uomo contemporaneo ne acquisisce le proprietà simboliche, esattamente come, appropriandosi di un oggetto a cui si attribuiva valore spirituae, l'uomo arcaico ne acquisiva la forza numinosa. La ricerca sperimentale ha ripetutamente confermato che la disponibilità di denaro influenza la percezione di sé e degli altri (Belk, 1988); nel suo superadditum sono compresi elementi di imponenza, superiorità, eccezionalità, importanza. Attraverso un meccanismo di identificazione la ricchezza del denaro si trasferisce simbolicamente al soggetto che lo possiede, consolida la sua immagine e incrementa la sua sicurezza. Fenomenologicamente, vale il principio enunciato da Viederman (1997) secondo cui: "io sono il mio denaro". Se ciò incrementa la solidità personale, espone anche ai rischi di inflazione psichica. Sul piano individuale, negli stati maniacali atteggiamenti di grandeur personale procedono in parallelo con atteggiamenti di grandeur economica. Sul piano collettivo si ravvisa una stretta connessione fra la grande inflazione economica che colpì la Germania nei primi anni Venti e l'inflazione psichica che divampò poco dopo, alimentando in Germania il mito del superuomo, della superiorità razziale e di una Germania al di sopra di tutto (Deutschland über alles).
    L'auto-percezione di forza e importanza si accompagna caratteristicamente a vissuti di potere personale. L'affinità fra denaro e potere è un dato accessibile all'esperienza comune e confermato da interessanti affinità linguistiche. Il termine "facoltà", per esempio, indica sia l'ammontare dei beni, sia le possibilità di una persona ed è stato accertato statisticamente che il possesso di denaro procede in parallelo e conferisca maggiore potere sociale (Ferrari e Romano, 1999).
    Se la relazione fra denaro e pulsioni di potere è chiara, merita però essere chiarita l'essenza psicologica di questa pulsione. La mitologia attribuisce ad Alessandro Magno l'affermazione che recita:"al potente conviene anzitutto vincere se stesso più che il proprio nemico"; la psicologia precisa che la volontà di potenza è determinazione nel superare gli ostacoli interni, le proprie debolezze e le proprie limitazioni, non a dominare gli altri. Volontà di potenza è un voler-diventare-più-forti, un volersi accrescere e realizzare le proprie potenzialità; è volontà di singolarizzarsi (Adler, 1912). La funzione simbolica del denaro attiva la volontà di singolarizzarsi in molte forme: nell'autocontrollo finalizzato al risparmio, nella determinazione giovanile di fare carriera, nell'intraprendenza di fondare una nuova impresa, nel coraggio di emigrare verso paesi più ricchi. In queste e in altre forme il denaro costella la potenza accrescitiva dello spirito umano.
    [Fine Citazione]

    E’ evidente quindi che la potenziale perdita di denaro, influisce sulla stabilità emotiva del soggetto e né innesca meccanismi di ansia e paura che minano la percezione di sé stesso e delle certezze materiali e psichiche che circondano la vita di ciascun uomo.

    La mia personale conclusione quindi, in seguito ad una attenta analisi oggettiva del fenomeno e consapevole dell'influenza ed ingerenza della mente emotiva sulla mente razionale, è che lo Stato di Flusso è difficilmente raggiungibile durante l'operatività di trading. E' risaputo infatti che anche traders di professione che lavorano per istituzioni finanziarie professionali in qualità di istituzionali, pur operando con soldi non propri, ma di proprietà dell'istituzione, sono soggetti a fortissimi stress emotivi che li inducono spesso in errori tipici che li accomunano con il trader retail (da casa). La letteratura in materia è piuttosto ricca di storie di questo tipo. (vedi immagini nei link)

    http://img839.imageshack.us/img839/9456/nysetradercopia.jpg
    http://img141.imageshack.us/img141/2695/tradingansia512.jpg
    http://img849.imageshack.us/img849/6364/traderb.jpg

    Sostenere quindi che lo Stato di Flusso possa permettere di raggiungere grandi performance inerenti il trading, ritengo personalmente essere cosa priva di fondamento per mancanza di presupposti base necessari. Non a caso lo Stato di Flusso è ampiamente studiato ed osservato in ambito sportivo e NON in ambito finanziario e questo non credo sia dovuto ad una disattenzione del personale finanziario e dei coach manager finanziari delle trading room adibiti a monitorare il team di traders sotto la loro supervisione. Se così non fosse, credo che gli stessi coach manager, responsabili delle trading room e delle performance dei loro team di traders, ne sarebbero ampiamente a conoscenza, visti i milioni di Euro spesi ogni anno in ricerche e studi per aumentare il profitto e la letteratura in materia ne farebbe sicuramente menzione.

    Per ulteriori approfondimenti, oltre a questo video, cerca info sul mio Blog http://volume-trading.blogspot.com

    # vimeo.com/29454070 Uploaded 2,200 Plays 0 Comments
  2. Spesso mi capita di rispondere a persone che mi contattano chiedendomi se le analisi che io propongo con il mio pacchetto indicatori realizzato per Multicharts, siano replicabili sia su Forex Spot che su CFD (Contract For Difference).
    Molti infatti preferiscono operare NON direttamente su futures o su azioni, con tutto ciò che lo strumento future/azione comporta in termini di margini richiesti, esposizione finanziaria, leva finanziaria ecc.... tipiche e proprie dello strumento future, ma preferiscono operare su strumenti che replichino quello stesso mercato, ma che comportino una esposizione finanziaria decisamente inferiore o comunque modulabile nel rischio e nella leva finanziaria richiesta.
    Questo permette loro di gestire la loro operatività in modo meno stressante dal lato del capitale richiesto e quindi anche meno stressante dal lato emotivo.
    Non è un caso infatti che stia prendendo molto piede l'utilizzo di questi strumenti quali i CFD con i vari brokers che supportono questo tipo di operatività e che permettono un acceso al mercato ed al trading anche con somme più modiche.
    Spesso vengo contattato da questi traders che leggendo il mio libro e visionando i miei video, vorrebbero utilizzare per la loro operatività logiche più evolute ma che trovano un vincolo ed un ostacolo a questa alternativa data da un limite legato a quotazioni spesso diverse tra piattaforme CFD dei loro brokers e quotazioni future a cui il CFD si riferisce.
    Oggi questo GAP informativo è possibile sanarlo e quindi è possibile utilizzare metodologie di analisi più evolute fondate su volumi "effettivi" dei future ma parametrando le quotazioni dei future al valore di quotzione del proprio CFD al fine di avere livelli operativi precisi e perfettamente rispondenti alla quotazione del proprio CFD oggetto di osservazione.
    Tutto questo grazie alla potenza di calcolo delle moderne piattaforme di analisi prefessionali quali Multicharts che è quella da me preferita e che mi permette di programmarmi e di parametrare le quotazioni su valori che io preferisco e desidero, quali quelle possibili a chi opera con CFD.
    Oggi quindi, grazie a questa opzione inserita nel mio pacchetto indicatori e creata appositamente per chi ha questo tipo di esigenza, chi volesse fare analisi con piattaforme professionali ma operare su CFD, non ha più alcun vincolo ed è in grado di farlo in modo assai semplice, come potete vedere in questo breve video.

    Cordiali Saluti
    Gianluca Salvatori

    # vimeo.com/23061683 Uploaded 1,760 Plays 0 Comments
  3. Gli istogrammi di volume detti anche Volume Profile, sono la diretta evoluzione del Market Profile ideato nel 1983 da Peter Steidlmayer, originariamente basato sui prezzi.
    Ancora oggi questa metodologia di analisi viene considerata la principale via per analizzare i volumi del mercato supponendo che si tratti di una metodologia innovativa e funzionale al fine per cui viene utilizzata, ovvero individuare le zone di volume per individuare le posizioni dei grossi operatori del mercato.
    In realtà io sostengo che al giorno d’oggi le dinamiche del mercato stesso si sono fortemente modificate ed adeguate alle moderne tecnologie decisamente più sofisticate rispetto a qualche anno fa, dinamiche che hanno comportato uno stravolgimento delle stesse logiche che supportano il mercato, rendendo superati e quindi non più efficienti certi strumenti di analisi che per diretta conseguenza traggono spunto per le loro logiche di funzionamento e quindi di funzionalità, da idee non più valide ai giorni nostri e quindi non più adeguate ad analizzare il mercato attuale.
    In questo video mostro con numeri alla mano, quindi non confutabili in quanto misurabili, certi ed uguali per tutti, che gli istogrammi di volume detti anche Volume Profile, rappresentano ad oggi una modalità di analisi decisamente “disallineata” da quello che il mercato richiede, una modalità di misurazione dei volumi che al giorno d’oggi è decisamente superata e non più funzionale e che anzi rischia di indurre l’osservatore ed utilizzatore di questa metodologia in spiacevoli errori di valutazione e quindi di errata operatività, che purtroppo possono concretizzarsi come diretta conseguenza, in sistematiche perdite di capitale derivante da errori compiuti in modo ripetitivo essendo fondati su modelli di analisi non più utilizzabili con le attuali logiche che il mercato richiede in quanto superate.
    Gli istogrammi di volume dovrebbero essere utilizzati per individuare zone/aree di volume che una volta formate, dovrebbero sorreggere o frenare i movimenti del mercato fungendo da supporti e/o resistenze oggettivi dati da quantità di volumi sviluppati a determinati livelli di prezzo, specie se queste zone di volume risultano “incontaminate” o come Enthios per primo le ha definite, zone “vergini”.
    Ebbene, in questo video mostro con numeri alla mano che queste zone vengono superate con pochissima difficoltà o a volte senza alcuna difficoltà, anche a distanza di pochissime ore o giorni dalla loro formazione, inficiando ed annullando quasi completamente l’utilità ed il concetto stesso di istogramma di volume o Volume Profile.
    Pertanto il mio suggerimento vuole essere quello di adeguarsi alle nuove logiche del mercato ed utilizzare strumenti di analisi più consoni ed efficienti, volti ad affiancare la tendenza verso cui il mercato stesso si sta dirigendo, attraverso una modalità di lettura di maggiore efficacia e consistenza, oltre che più innovativa.
    Ricordate che siamo NOI a doverci adeguare alle logiche e dinamiche del mercato e non il Mercato a doversi adeguare alle nostre capacità e strumenti di analisi.

    Vedi anche video su:
    - Flussi di volume: Come leggere l’ingresso e l’uscita dei volumi dal mercato
    - Dal Market Profile del 1983 al Pentagramma di Borsa
    - High Frequency Trader indicator – Beyond the Future

    Gianluca Salvatori

    # vimeo.com/14096454 Uploaded 1,595 Plays 0 Comments
  4. Oggi il modello del Volume Profile viene considerato quasi come unico strumento di analisi dei volumi. In verità questa logica e questa tipologia di rappresentazione, grazie ai nuovi software piuttosto potenti e con il flusso dati real-time estremamente preciso, rappresenta a mio personale parere un modello superato, passato, datato e la sua utilità si limita ad identificare in parte alcuni supporti e resistenze e nulla più, alla stessa stregua di supporti e resistenze barchart.
    Il motivo di questa mia convinzione è semplice........Steydlemayer nel 1983 creo la rappresentazione ad istogramma solo perchè per l'epoca era l'unica che gli consentisse di identificare per deduzione le "zone di Valore" ed in particolare il punto di maggior Valore, ovvero di Volume ed il picco di volume. Questo perchè se non si dispone di mezzi tecnici per identificare i volumi intraday (non esistevano le quotazioni telematiche nel 1983), l'unica via che è possibile utilizzare è quella della deduzione, ovvero se il prezzo passa sopra determinati livelli per più e più volte, indubbiamente scambia quantità che però non posso conoscere, ma indirettamente posso solo dedurre. Se infatti passo sopra determinati prezzi e ad ogni passaggio scambio N quantità (non conosciute), posso dedurre che tanto più passo sopra quei prezzi e tante più quantità/volumi avrò scambiato a quei prezzi e quindi solo in questo modo posso identificare (con la tecnologia dell'epoca) le zone di Valore/Volume.
    Oggi però questa logica, anche se applicata ai volumi con il più moderno e preciso Volume Profile, visti gli strumenti di analisi disponibili, è decisamente superata.
    La direzione a mio avviso verso cui bisogna muoversi è quella della dinamica dominante del mercato ovvero quella dell'analisi dei flussi di volumi del mercato.
    Le zone di volume, sia quelle del picco dei volumi o anche altre, sono zone/aree che si riempiono e si svuotano di volumi in funzione delle dinamiche del mercato che ne modifica in continuazione le logiche ed i presupposti.
    Dati MACRO, news, utili societari ecc.... ecc..... creano delle spinte e delle dinamiche nel mercato che ne modificano in continuo l'equilibrio e le prospettive, permettendo la creazione e lo smobilizzo di posizioni di breve/medio/lungo periodo. Queste posizioni non rimangono aperte all'infinito e anzi spesso vengono smobilizzate/ svuotate di volumi anche molto rapidamente, a volte anche nella stessa giornata. In particolar modo negli ultimi mesi con l'avvento delle così dette "macchinette" o High Frequency Traders che hanno trasformato il mercato in un luogo dove prevale la logica speculativa di breve / brevissimo periodo e non più il luogo dove prevalgono gli investimenti. Pertanto come faccio a considerare attendibile una zona /area di Volume se non posso conoscerne la dinamica che l'ha creata e la sorregge, tanto più se questa dinamica ha un'evoluzione di brevissimo ?
    Perchè in determinati casi queste zone respingono i prezzi o li supportano ed altre volte invece vengono bucate, passate come nulla fosse senza nemmeno soffermarsi un attimo, anche se sono zone create da poco (ieri o addirittura nella stessa giornata) ?
    La risposta a mio avviso risiede nel fatto che la modalità di osservazione del mercato secondo la logica del Volume Profile ad istogramma, è una modalità superata, datata, vecchia, una modalità non allineata con i tempi, una modalità che rappresenta il passato e che oggi non permette di analizzare il fluire dei volumi che entrano ed escono dal mercato seguendo l'attuale logica /dinamica dello stesso.
    E' da paragonare alla stessa stregua della analisi fatta su candele/barre giornaliere rispetto alle barre intraday in cui queste ultime ci mostrano la dinamica dei prezzi all'interno della giornata, mentre le prime ci forniscono solo un quadro giornaliero statico e poco significativo che lascia spazio a pochi spunti riflessivi di analisi, se non a logiche decisamente superate per la potenza tecnologica e di analisi oggi disponibile.
    Siate sinceri......quanti di voi oggi disponendo di grafici intraday analizzano "solo" le barre giornaliere ?
    Allora mi chiedo io...........se questa logica la trasliamo al Volume Profile, perchè analizzate solo il volume profile della singola intera sessione e non create dei volume profile intraday a 60min, oppure a 15minuti o inferiori ? La logica di base sarebbe la stessa che differenzia un'analisi dei prezzi fatta su barre daily piuttosto che su barre intraday..........
    Il motivo a mio avviso è che si cerca di analizzare le dinamiche dei volumi con lo strumento sbagliato, uno strumento ad oggi superato che poteva essere corretto ed anzi assai geniale nel 1983 quando non si disponeva di quotazioni telematiche, ma oggi..........oggi è decisamente superato e utile solo per identificare dei potenziali livelli di supporto e/o resistenza, alla stessa stregua dei supporti/resistenze barchart.
    Nel video un esempio dei giorni scorsi..........Domanda:
    - Perché le zone di volume ed in alcuni casi gli stessi picchi di volume vengono bucati con estrema facilità al primo passaggio ?
    - Perché al raggiungimento della zona di volume, il mercato non si ferma e a volte penetra ben oltre la zona di volume ?
    - Se non si ferma subito..........allora dove devo considerare il supporto/resistenza, sopra - sotto o in mezzo all'area di volume ?

    La logica corretta e decisamente più attuale e moderna è quella del flusso dei volumi che seguono le dinamiche dominanti del mercato in continua evoluzione.
    Notizie MACRO, news, utili societari ecc........ spostano gli equilibri ? ecco dunque che i volumi entrano ed escono dal mercato determinando i movimenti dei prezzi, riempiendo o svuotando il mercato con volumi in ingresso o in uscita nel tentativo di assecondare ed allinearsi ai nuovi equilibri ed alle nuove prospettive.
    Pertanto il mio suggerimento è quello di non soffermarsi ad analizzare i volumi seguendo la via che è stata percorsa inizialmente, in quanto quella a mio avviso è una via decisamente superata, ormai datata e sicuramente poco in linea con le nuove dinamiche del mercato stesso. La via a mio avviso risiede nel pensare fuori da quegli schemi "classici" che purtroppo ad oggi ci influenzano e ci limitano, mostrandoci un unico percorso, ovvero quello già intrapreso da altri ed ormai vecchio. Non dico di reinventare la ruota, ma semplicemente che non sta scritto da nessuna parte che la via giusta per analizzare i volumi, vista la tecnologia oggi disponibile, sia quella che percorrono tutti............spesso solo perché qualcuno ha detto a "tutti" che questa è la via da seguire e noi tutti dietro, permettetemi di dire (assolutamente senza offesa in quanto mi ci metto anche io in mezzo in quanto l'ho fatto anche io per mesi/anni)...............come "capre" !!!!

    # vimeo.com/13610980 Uploaded 6,828 Plays 0 Comments
  5. L'evoluzione Logica e TECNOlogica che ha portato l'analisi dei volumi di borsa dalla nascita del Market Profile® del 1983 al Pentagramma di Borsa attraverso l'uso della Scienza Statistica e delle moderne tecnologie oggi disponibili nel Trading, mettendo a nudo tutti i limiti dell'applicazione di protocolli datati e riadattati al più moderno Volume Profile.

    Purtroppo ancora oggi lo stato dell'arte in materia di analisi dei volumi e di letteratura in materia di strumenti di analisi dei volumi, persiste in una voluta ed obsoleta staticità che continua ad analizzare e a prendere in considerazione a distanza di quasi 30 anni, il solo modello del Market Profile® (datato 1983) e riadattato al Volume Profile come unico strumento di riferimento per l'analisi dei volumi.
    Ad oggi, chi decide di basare le proprie analisi sui volumi seguendo questo approccio, fonda le proprie scelte su protocolli e modelli superati ed obsoleti, nel tentativo di riadattarli e rimodellarli per farli "calzare al meglio" al più moderno Volume Profile, senza rendersi conto che la tecnologia già da oltre 15 anni ha voltato pagina, abbandonando il modello del Market Profile, logicamente e TECNOLOGICAMENTE superato per rivolgere lo sguardo a ciò che la potenza del calcolatore mette a disposizione al giorno d'oggi. Non è un caso che gli investitori istituzionali quali fondi pensione e fondi d'investimento non utilizzino più da diversi anni questo "vecchio" protocollo operativo ed anzi ad oggi le grandi banche d'investimento quali Goldman Sachs ed i grossi fondi speculativi, siano approdati allo step ancora successivo che è appunto quello del trading volumetrico in frequenza.
    Il persistere e l'insistere sull'utilizzo di questi modelli di scelta decisionale che prendono a riferimento il Market Profile® classico o lo riadattano al Volume Profile più moderno, denota una netta miopia logica ed una marcata incomprensione del fine ultimo per cui nel 1983 (già da ben 27 anni fa) Peter Steidlmayer si rivolse alla rappresentazione statistica con il fine ultimo di identificare le zone di "VALORE" ed il "prezzo Fair", non disponendo di una tecnologia che gli consentisse di misurare direttamente la ripartizione dei volumi all'interno delle oscillazioni giornaliere.
    Ha quasi dell'inverosimile che ad oggi dopo ben 27 anni, con l'evoluzione tecnologica maturata, ancora molti traders basino le loro argomentazioni e scelte decisionali su presupposti e protocolli ideati per una tecnologia che all'epoca non permetteva di conoscere le zone di volume direttamente, ma solo per deduzione "logica".
    Come spiego ampiamente in questo video, la volontà di Peter Steidlmayer non era quella di definire una zona di persistenza di prezzi, ma per logica deduzione, una zona di persistenza di "VALORE" e quindi di "VOLUME", e l'unico modo per arrivare a questa deduzione data la tecnologia dell'epoca, era attraverso la rappresentazione ad istogramma partendo da delle barre di oscillazione prezzi rilevate con un intervallo di 30 minuti poi schiacciate e raggruppate tutte insieme a formare un istogramma. Non è un caso inoltre che all'epoca usasse delle lettere in sequenza, in quanto essendo sul PIT di contrattazione con un pezzo di carta ed una matita, la sequenza più logica, veloce ed immediata di rilevazione e contabilizzazione utilizzabile era quella alfabetica (abbastanza elementare !!!).
    Il fatto che l'introduzione dei calcolatori abbia poi portato allo step successivo, ovvero alla nascita del VWAP (Volume Weighed Average Price) nei primi anni '90 utilizzato come termine di riferimento incontrastato ancora oggi dagli investitori professionisti/istituzionali come fondi pensione e fondi d'investimento ed oggi addirittura con lo step ancora successivo dei volumi in frequenza, rimarca la totale incomprensione del fine ultimo per cui fu inventato ed utilizzato il Market Profile®, ovvero identificare il valore come prezzo "fair" o prezzo di equilibrio.
    La cosa che mi stupisce maggiormente da parte di questi "irriducibili" è che la tecnologia procede, ci segnala le sue evoluzioni, ci mostra la via percorribile, ci dà il tempo di adattarci ed adeguarci ad essa, ci dimostra che i professionisti dell'investimento hanno già cambiato rotta da almeno 15 anni............... ed invece "loro" NO !!!
    Loro perseverano inesorabili, perché loro "ORA" hanno "capito" e vogliono insegnarcelo. Loro hanno "scoperto", senza intuirne ancora oggi il reale fine, ciò che 27 anni fa un geniale presidente di borsa riuscì a fare con una semplice matita ed un pezzo di carta sul PIT di contrattazioni di Chicago, ed ora questi Signori sentono di avere in mano il controllo dell'ultimo ritrovato tecnico in materia di analisi e dall'alto della loro esperienza e conoscenza vogliono insegnarcelo e venderci a caro prezzo questa loro esperienza maturata in anni di studio.
    Loro sono i veri conoscitori, perché sono ormai diversi anni che lo studiano ed ormai conoscono tutto di quel modello di analisi. Ciò che all'epoca Steidlmayer faceva con un pezzo di carta, "loro" ora lo fanno con un PC ultra potente, ma ancor di più.........lo fanno sugli istogrammi a Volumi.........che è ancora meglio !!!!
    E' un pò come dire che sino a ieri si è usato il pallottoliere per effettuare i calcoli, in quanto era l'unico strumento disponibile. Ora invece che si dispone della calcolatrice ed ancor di più del super Computer, si vuol far fare al Computer le stesse operazioni che si facevano con il pallottoliere ed usare con esso la stessa logica di base per effettuare i calcoli del pallottoliere.........il che ha veramente dell'assurdo !!! Il computer permette l'utilizzo di infinite variabili in più rispetto al pallottoliere, variabili che migliorano di gran lunga il nostro metodo di calcolo e lo velocizzano esponenzialmente, ma noi che siamo veramente "fighi" ne usiamo solo 2 perché quello che ha inventato il pallottoliere non ci ha detto di usarne più di 2 e se non ce lo ha detto lui........allora non è giusto usarne di più !!!
    Bhè........permettetemi di dire che Steidlmayer è stato tanto geniale per l'epoca, quanto veramente poco geniali sono oggi questi "esperti conoscitori" che dopo ben 27 anni non hanno ancora intuito il suo reale fine, ma si ostinano a professarne il modello senza aver assolutamente fatto proprio il fine ispiratore di quel modello.
    E' il classico caso di "nozionismo" contro "conoscenza", in cui colui che sà si ritiene competente per il semplice fatto di conoscere a memoria tutto, mentre colui che realmente conosce ed è padrone della materia, è colui che ha rielaborato in proprio le nozioni che ha studiato e le ha interiorizzate facendo proprio il senso di ciò che ha studiato. La materia dunque non è più una conoscenza, ma diventa parte stessa del suo essere, una parte di sè che riesce a rielaborare e trasformare sfruttandone i pregi e riconoscendone i difetti ed i limiti.
    Pensare fuori dagli schemi imposti, a volte spinge a vedere la realtà per quello che realmente è, invece di vederla per come che ci viene raccontata.
    Spesso invece l'uomo tende ad essere pigro ed a pensare con la testa ed il pensiero degli altri senza domandarsi minimamente del perché di certe cose, ma prendendole per buone solo perché tutti le vedono così e qualcun altro ci ha detto che sono così.
    Guarda il video qui di seguito e capirai cosa intendo.
    Per una migliore visione aprilo a pieno schermo cliccando sul pulsante a destra della barra di scorrimento video, subito prima della scritta VIMEO.

    Autore: Gianluca Salvatori
    data: 19 Maggio 2010
    Blog: http://volume-trading.blogspot.com ©
    TickDataProcessing Research ©

    # vimeo.com/11946840 Uploaded 1,702 Plays 0 Comments

Volume-Trading

Gianluca Salvatori

Questo è un canale che mostra video inerenti metodologie di trading incentrate sull'utilizzo di indicatori basati sui Volumi.
I tipo di video sono sia educativi che operativi.
I video sono in italiano

This is a channel which showcases educational…


+ More

Questo è un canale che mostra video inerenti metodologie di trading incentrate sull'utilizzo di indicatori basati sui Volumi.
I tipo di video sono sia educativi che operativi.
I video sono in italiano

This is a channel which showcases educational videos related methodologies about trading with indicators based on Volume.
The type of video is both educational and operational.
The videos are in Italian language

Browse This Channel

Shout Box

Heads up: the shoutbox will be retiring soon. It’s tired of working, and can’t wait to relax. You can still send a message to the channel owner, though!

Channels are a simple, beautiful way to showcase and watch videos. Browse more Channels.