LA RUMEUR DU MONDE#1

  1. Mi è stato chiesto un contributo - un messaggio in una bottiglia - per il progetto FINO ALLA FINE DEI FILM.
    Fino alla fine dei film. Mi sa dire quando finisce questo film ? chiederebbe il Totò di Uccellacci. E continuerebbe a camminare, perchè il cammino lo fai camminando.
    Fino alla fine, poi si ricomincia. Fino alla fine di un rullo super8, 3 minuti di un traveling in taxi-scooter a Bombay.
    Fino alla fine, un uomo si sveglia su una spiaggia, in un film muto, come se tutto dovesse cominciare. Questa scena fa parte di una serie di "film muti da ascoltare" che feci negli anni novanta. Ascoltare nel silenzio della proiezione la RUMEUR DU MONDE, il brusìo, le voci lontane, indistinte, del mondo che puoi solo immaginare.
    Questo messaggio in una bottiglia, che propongo qui, è una rielaborazione di di due spezzoni dei film muti, il traveling super8 e la spiaggia.

    Fragments revisités de deux films de LA RUMEUR DU MONDE: PLANETARIUM et SI PAR UNE NUIT

    giovannicioni.org/films/la-rumeur-du-monde

    Ho pensato a dei film, dei "film muti da ascoltare" che feci negli anni 90.
    Questa è una rielaborazione - che dà un senso nuovo, di estratti di due film, FUNAMBULITE e PLANETARIUM, con SI PAR UNE NUIT che ripropongo per intero.

    # vimeo.com/56205205 Uploaded
  2. 3 minuti di Napoli, una cartolina, 3 minuti di 24 ore in tempo immobile.3 minuti ispirati al sogno di un amico napoletano. (prologo al film NAPOLI24 prodotto da Teatri Uniti)

    3 minutes de Naples, une carte postale, 3 minutes de 24 heures de temps immobile. 3 minutes inspirés à un rève d'un ami napolitain (prologue au film NAPOLI24 produit par Teatri Uniti)

    giovannicioni.org/films/prima-di-napoli

    # vimeo.com/56205206 Uploaded
  3. Il sopralluogo di un film di cui non conoscevo ancora la storia, solo il fatto di essere in questa città, Lisbona, e che stavo per essere padre.

    Forse che il film è solo quel che rimane – del fatto di essere a Lisbona nell'agosto del 2000.

    Frammenti di storie, come delle voci che attraversano la folla dei passeggeri. Dei messaggi in una bottiglia.
    Sta in questa città, aspetta, filma. Cerca di carpire qualcosa delle storie sentite, o immaginate. Qualcosa della favola del bambino scomparso. Di un uomo senza viso. Delle veggeni di Pombal. Di un padre in fuga nella stazione di Rossio. Della Feira da Ladra – il mercato dei ladri. Dei venditori di alberi di Natale in plastica. Di un assassino invisibile che erra nelle vicinanze di un molo. Un uomo (un padre?) torna a casa, dall'altra parte del fiume Tejo.

    FR. Ce sont des bribes d’histoires, comme des voix qui traversent la foule des passagers. Une rumeur de messages envoyés à la mer. Il est là dans cette ville, il attend, il filme. Il essaye de saisir quelquechose de ces histoire entendues, ou imaginées. Quelquechose de la fable de l’enfant disparu. D’un homme sans visage. Des voyantes de Pombal. D’un père en fuite dans la gare du Rossio. De la Feira da Ladra, le « marché des voleurs ». Des vendeurs de sapins de Noël en plastique. D’un tueur invisible qui erre près d’un quai d’embarquement. Un homme (un père ?) rentre chez lui, de l’autre côté du fleuve.Le film est né d’un séjour à Lisbonne en août-septembre 2000, avec ma compagne enceinte, nous travaillions à un projet chorégraphique et sonore de Barbara Manzetti.J’ai commencé à filmer dans certains lieux de Lisbonne – gare ferroviaire, gare maritime, jardins publics – mais sans projet, comme un repérage pour un film dont je ne connaissais pas encore l’histoire. Juste le fait d’ être là.J’ai filmé des portraits face caméra de personnes qui participaient au laboratoire.J’écrivais des notes, notes de repérage, notes personnelles, bribes d’histoires.J’ai eu envie de composer un film avec ces éléments disparates – mais pas si tant.Le film est ce qui reste du fait d’être là, là dans les lieux de passage d’une ville où j’étais de passage.Ce film est né aussi du fait que j’allais être père.
    .Des pensées que je ne peux décrypter, des moments de vie, des échos de fictions que je projette sur des inconnus, des yeux qui me regardent, la pierre des murs, les odeurs, le temps qui est en train de passer. Le réel est ce avec quoi j’établis une relation de présence et d’absence. Le cinéma est pour moi un travail par rapport à la présence dans ce réel. Présence dans le sens d’être là… à ce moment, en ce lieu – mais en quel moment, en quel lieu ?

    giovannicioni.org/films/temoins-lisbonne

    # vimeo.com/56756852 Uploaded
  4. marcher le monde

    una rivisitazione di uno dei "Films muets à écouter" del 1996: Funambulite, realizzato per il progetto Tournejour di Barbara Manzetti, con Christian Olivier

    une revisitation de l'un des Films muets à écouter: Funambulite (1996) avec Barbara Manzetti et Christian Olivier

    giovannicioni.org/films/la-rumeur-du-monde

    # vimeo.com/58176723 Uploaded
  5. Un fragment revisité d'un film tourné à Lisbonne en aout 2000.
    Celui qui est invisible ce serait le garçon disparu, ce serait le tueur des trains dont la fuite se termina dans cette gare du Rossio, ce serait celui qui filme, en cette gare..

    Un frammento rivisitato di un film girato a Lisbona nell'agosto del 2000.
    L'invisibile - sarebbe un ragazzo scomparso, sarebbe l'assassino dei treni la cui fuga finì in questa stazione del Rossio, sarebbe colui che filma, in questa stazione.

    # vimeo.com/59502547 Uploaded

LA RUMEUR DU MONDE#1

GIOVANNI CIONI Plus

materials, work in progress, fino alla fine dei film, films muets à écouter, fragments revisités d'un film à Lisbonne...

“In tutti i film ci sono i film che non abbiamo fatto. Poi c'è la vita. Essere in vita, dove. C'è il mondo, i luoghi del mondo…


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materials, work in progress, fino alla fine dei film, films muets à écouter, fragments revisités d'un film à Lisbonne...

“In tutti i film ci sono i film che non abbiamo fatto. Poi c'è la vita. Essere in vita, dove. C'è il mondo, i luoghi del mondo nei quali ho vissuto o che ho percorso, le persone che ho incontrato, con cui ho vissuto, che compongono il film della mia vita. Non perché la mia vita sia un film (e comunque non saprei quale titolo dargli, ad un ipotetico film della mia vita, e magari ne farei una commedia musicale) – ma perché mi rendo conto che fare cinema è un mio tentativo di vivere il mondo, di raggiungerlo... di andare dentro La rumeur du monde.”

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