1. L’orchestra ed il coro del Maggio musicale fiorentino, con il grande direttore d’orchestra indiano Zubin Mehta, si cimentano, immersi nella bellezza della nostra piazza, in un repertorio di assoluto spessore:
    - l'ottava sinfonia di Ludwig van Beethoven in Fa maggiore op. 93 (da min. 2:51);
    - il Te Deum con doppio coro di Giuseppe Verdi (da min. 31:13);
    - l'Ouverture Solennelle 1812 di Pyotr Tchaikovsky, con la partecipazione della Banda della Guardia di Finanza (da min. 47:38).
    Con l’Ouverture 1812 (la famosa composizione "per orchestra e cannoni") è garantito, sostituendo le cannonate con i fuochi d’artificio, un suntuoso finale pirotecnico …

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  2. Per alcuni giorni dell’anno la provincia di Siena diventa la capitale del blues. Il borgo medievale di Torrita di Siena assume i colori e le atmosfere di una piccola New Orleans mentre il fiume Orcia si pavoneggia neanche fosse il Mississippi. Torrita Blues 2010 (25-26 Giugno) ha festeggiato la 22^ edizione e quest’anno sono riuscito ad esserci anch’io. Unire la passione per la moto con quella altrettanto profonda per il blues era un’occasione da non perdere. Le stesse terre senesi hanno in un certo qual modo una morfologia “blues”: le strade della Val d’Orcia sanno essere appassionanti e sinuose come il il blues classico di Eugene “Hideaway” Bridges, le curve di Radicondoli o del Monte Amiata secche e taglenti come un assolo di slide di Eric Sardinas, i paesi e i panorami scaldano l’anima come il suggestivo sound del mitico Peter Green.

    Il texano Eugene Bridges (vincitore di due Grammy) ha presentato il suo ricco repertorio di blues classico ed ortodosso combinato con calde spruzzate soulful. Grande voce e grande fluidita’ sul manico della sua Gibson. Della serie se B.B. King avesse avuto un figlio lo avrebbe chiamato Eugene…

    Il luciferino Eric Sardinas ci ha invece letteralmente riversato addosso il suo blues elettrico e bollente come magma per mezzo delle sue chitarre slide e bottleneck. Grande presenza scenica e rock-blues torrenziale per un live act andato avanti fino a quasi le 2:00 del mattino finquanto Eric non ci ha definitivamente tramortiti con una micidiale versione di “Roadhouse Blues” (ma ne avremmo tutti voluto ancora !). Notte magica e indimenticabile.

    Il clou della serata seguente era la leggenda vivente del british-blues Peter Green. Schivo, riservato, affatto loquace con le parole ma ancora in forma ed ispirato sulla chitarra. Accompagnato da musicisti di alto livello ci ha riportato indietro nel tempo ripercorrendo alcuni classici alla sua maniera, tra tutte la liquida e mistica “Albatros” ed una immancabile “Black Magic Woman”.

    Due belle serate davvero in un ambiente che trasuda di blues gia’ dal pomeriggio, con i mercatini di dischi, la mostra fotografica, i libri, le magliette e i ragazzi del posto che scaldano l’atmosfera suonando blues all’interno del parco di Torrita. L’ideale sottofondo per gustare al meglio un bel piatto di “pici” al ragu’ o all’aglione in attesa dei concerti della sera. Bello vedere, oltre agli immancabili over 40 e (…anche 50) la presenza e la passione di giovani ventenni. La buona musica esiste ancora, basta soltanto cercarla.

    Di giorno in moto nelle terre senesi, alla sera ad ascoltare la musica del diavolo senza neanche il bisogno di un lucano...cosa chiedere di meglio ? Rock on !

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310 - Musica e Siena

Il Tesoro di Siena

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