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Oh!...you know her!
Genre: Art video
Written and directed by Stefania Bonatelli & Andres Arce Maldonado
Director of photography: Andres Arce Maldonado & Stefania Bonatelli
Music and sound design: Enrico Ascoli
Performer: Roberto Zibetti & Agnese Agnezky
Country of production : Rome - Italy
Length: 5’37’’
Year of production : 2008
Production format : , HD
Presentation format : DVD

In un’ambientazione astratta, dalle sfumature grigie, lugubre e luminosa allo stesso tempo, una donna e un uomo di delicata e austera bellezza siedono a tavola.
Eleganti e alteri, chiusi in uno spazio traboccante di fascinazione e seduttività, l’uomo e la donna si confrontano in un 'dialogo' serrato e silenzioso, sottilmente crudele e intenso, via via sempre più inquietante.
Nel susseguirsi delle immagini e delle azioni emerge, pulsante, in tutta la sua sofisticata perversione, tra bellezza e aberrazione, il torbido.
'Oh you know her' mette in scena l’aspetto ambiguo e ambivalente del rapporto tra uomo e donna, tra vittima e carnefice. Il tema controverso della dialettica servo/padrone di hegeliana memoria, l'interscambiabilità dei ruoli, tra forza e vulnerabilità, che conduce le parti, al vertice della loro interazione, alla permutabilità: l’una evoca nell’altra l’emulazione e l’identificazione.
Chi è la vittima? E chi il carnefice?
L’utilizzo di un simbolo quale la cenere (che richiama indirettamente il fuoco, come origine della cenere stessa) rafforza la dialettica e permette di tessere un’equivalenza: non esiste carnefice senza vittima così come non esiste cenere senza fuoco.
La cenere, residuo freddo e purificato della combustione, dopo l'estinzione del fuoco, è simbolo di purificazione e risurrezione ma anche di morte, fugacità, inconsistenza.
Il fuoco si trasforma in cenere, ma nella cenere non c’è più distinzione: uomo/donna, vittima/carnefice, orrore/fascino, manipolatore/persuaso si fondono in un’unica dimora tombale, che è contemporaneamente urna prandiale per l’uomo e per la donna, per la vittima e per il carnefice.
Non c’è un vinto né un vincitore.
Durante la realizzazione del video, commissionato della Fondazione Pecci, gli autori, un uomo e una donna, hanno inaspettatamente vissuto ciò di cui si narra nell’opera.
L’uomo, tra ammiccamenti e turbamenti, interferendo sull’operato della donna, infligge ferite che lei, accomodante e accondiscendente, asseconda. Finchè i ruoli si ribaltano. La donna, presa coscienza del gioco in atto, si ribella, strappandosi di dosso quelle ferite che lentamente potrebbero abbatterla.
L’opera non è stata approvata dalla committenza perché ritenuta dal regista dello spettacolo, cui era finalizzata, poco inerente.
Gli autori, a distanza di tempo, consapevoli di aver messo in scena più loro stessi e le loro dinamiche - tra continui conflitti e chiarificazioni che hanno portato all’interruzione della loro collaborazione artistica e al modificarsi del loro rapporto d’amicizia – vorrebbero continuare a far vivere ciò che di produttivo è scaturito da quella esperienza, nonostante tutto appagante.

Text by Barbara Casalaspro

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