1. # vimeo.com/171388895 Uploaded 146 Plays 0 Comments
  2. Video from the performance presented for the exhibition opening "Süden Villa Romana: Art, Music & Performance", Kunsthalle Deustche Bank / Berlin, 26 August 2013.

    Video tratto dalla performance presentata in occasione dell'inaugurazione di "Süden Villa Romana: Art, Music & Performance", Kunsthalle Deustche Bank/Berlin il 26/08/2013

    # vimeo.com/84577932 Uploaded 321 Plays 0 Comments
  3. Kinkaleri

    I Love You TOSCA

    adattamento, regia, coreografia, scene, costumi: Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco

    con: Yanmei Yang, Marco Mazzoni

    produzione: Kinkaleri

    in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana, FTS Fondazione Toscana Spettacolo
    con il sostegno di Regione Toscana, Mibact – Dipartimento dello Spettacolo

    a partire dai 7 anni
    durata 50'


    SCARPIA (soffocato)
    Aiuto! Muoio! (barcollando cerca di aggrapparsi a Tosca, che indietreggia terrorizzata)
    Soccorso! Muoio!
    TOSCA (con odio, a Scarpia)
    Ti soffoca il sangue? (Scarpia si dibatte inutilmente e cerca di rialzarsi, aggrappandosi al canapè)
    E ucciso da una donna! M'hai assai torturata!... Odi tu ancora? Parla!... Guardami!... Son Tosca!... o Scarpia!

    Dopo Turandot e Madama Butterfly, si conclude con Tosca la trilogia dedicata da Kinkaleri alla riscrittura di alcune opere del maestro toscano per un pubblico dell'infanzia e non solo. In questi anni la compagnia ha intrapreso, con una operazione originale di riadattamento ed innovazione della messa in scena, un percorso di ricerca espressiva su di un patrimonio popolare che ha nel suo rapporto narrativo la potenza della evocazione emotiva più diretta ed universale. Sbocco naturale diventa dunque questa “I Love You TOSCA”, che conclude il percorso pucciniano in un maturo trionfo emotivo seguendo la vicenda dell'ennesimo, coraggioso e tragico personaggio femminile del maestro.
    Come per le opere precedenti, riadattare questa Tosca rinnova la sfida di aprirla ad un pubblico infantile senza banalizzare la potenza del linguaggio operistico e del recitar cantando; non sottrarsi alla grandezza dell'impianto del Gran Teatro italiano ma rinnovarlo nelle forme visive dei linguaggi contemporanei per un pubblico di giovanissimi. Per questo nuovo allestimento restano intatte le condizioni di partenza delle altre opere, dove ad agire tutta l'azione del dramma sono due figure: la protagonista femminile che porta con sé la potenza del recitar cantando che diventa attrazione e fascinazione indelebile nella esperienza infantile e un performer che accoglie simultaneamente tutti gli altri personaggi nel vortice del molteplice "poter essere", in diretta connessione con la miracolosa forza della fantasia creatrice dell'infanzia.
    Alla descrittività esibita nel disegno di Nessun Dorma, alla essenzialità e al raddoppiamento dei piani della rappresentazione di Butterfly, I Love You TOSCA si pone direttamente in gioco con lo spazio e le sue trasformazioni, con la creazione di situazioni partendo da moduli semplici e semplicemente utilizzabili, per costruire scene o simulare azioni, per agire ed essere agiti. Le trasformazioni dei personaggi a contrasto con la loro sanguigna e cruda realtà diventano un vero e proprio atto di magia. Un mantello cela e svela i personaggi, li trasforma e li rende presenti come solo il gioco serio di ogni bambino conosce nella potenza della trasformazione immaginifica, rendendola presenza. Il processo si sviluppa nel tentativo di non celare nessun avvenimento, per quanto scabroso possa essere, per trasformarlo in esperienza del teatro, dove le emozioni si amplificano di pari passo con il livello di finzione, per innescare direttamente la sensazione che ogni presenza viva diventi irripetibile e meravigliosa, perchè direttamente fonte di artificio.
    “I love you TOSCA“ alza il livello di difficoltà e diventa banco di prova impegnativo di riscrittura e adattamento per un pubblico dell'infanzia: questa non è una fiaba crudele e nemmeno un paese lontano ed esotico, in Tosca le passioni diventano reali e le relazioni torbide passioni inconfessabili.
    Far conoscere il potere del Potere di manipolare e gestire fino alla tragedia delle vite che altro vorrebbero essere, diventa un inevitabile piano di riferimento con una realtà che tocca chiunque in qualunque epoca e potrebbe essere un elemento fuori luogo o non idoneo ad un pubblico per l'infanzia dimenticando però che... il gioco del Teatro è sempre stato un gioco serio, come ogni infante sa.

    # vimeo.com/267980799 Uploaded 225 Plays 0 Comments
  4. progetto / project, produzione / production
    Kinkaleri
    realizzazione / realization
    Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marzo Mazzoni, Gina Monaco, Cristina Rizzo
    con / with
    Leandro Bartoletti, Carla Bottiglieri, Floor Robert, Davide Savorani
    coproduzione / coproduction
    Festival Internazionale di Santarcangelo 2006
    La Bâtie - Festival de Genève 2005
    in collaborazione con / in collaboration with
    CANGO Cantieri Goldonetta Firenze
    UOVO Performing arts festival 2006 Milano
    con il sostegno di / subsidized by
    Ministero per i Beni Culturali - Dipartimento dello Spettacolo
    Sistema Regionale dello Spettacolo Regione Toscana

    Nerone. Abbaiano sulle due facce di un disco un cane alto e una cagna castana. Due parti: uno spettacolo. Forse un'ora e mezza di attesa al tuo posto nel silenzio duro, dentro e fuori, da una soglia all'altra. Nell'età di mezzo immersi nell'inadeguatezza politicosentimentale dell'epoca, di questa come di tutte quelle passate. Voglio dirti: tutta la mia solitudine, tutto il mio coraggio, tutta la mia ansia, tutti i miei conti scoperti, tutta la mia felicità, tutta la mia bellezza, tutto il mio malumore, tutto il mio amore, tutto il mio peso, tutta la mia nudità, tutta la mia speranza, tutto il mio ascendente, tutto della mia miseria, tutto della mia morte, tutto dei miei rivestimenti, tutto dei miei strati, tutto sul basket, tutto sui neon, tutto sulla mia luce, tutto sulle toilette donne, tutto sulle toilette uomini, tutto sul volley, tutto sui miei cani, tutto sul mio silenzio, tutto sulla mia soglia. Un luogo di passaggio. Uno spartiacque delle nostre vite comprese in un involucro. Piani stropicciati che coprono volumi. Mettere da parte le cose. Bisogna essere oggettivi ora. Parlare della morte e del senso insensato delle solitudini. Del tempo biologico e del tempo delle immagini. Tutto passa: te ne rendi conto?

    Uno spettacolo costruito in due atti separati e indipendenti, frutto di due studi dal titolo: "Nero" e "Nero2". Il titolo: "Nerone" è solo l'invocazione al teatro, al gioco dei multipli impossibili tra bambini, e alla improvvisa evocazione di un nome Imperatore che suonava la cetra e faceva l'attore. Un luogo comune per entrambi gli atti: una stanza dalle pareti nere e dal pavimento nero fatto di strati diversi e, sospesi sulla sinistra, in alto, quattro plafoniere al neon. Per la prima volta Kinkaleri dispone di interpreti a concretizzare l'immagine: due uomini e due donne. Nessuna possibilità di pensare ad altro se non all'umanità intera coinvolta nella consapevolezza della morte, della finitezza. Due scritti, monologhi, di Rainer Werner Fassbinder sulla disperazione, il coraggio e l'utopia, sono la risposta, dolcissima e terribile, trovata al desiderio di dialogare con un momento dell'esistenza che affrontiamo: soli.

    Nerone. A tall dog and a brown-haired female dog bark on both sides of a record. Two parts: one performance. An hour and a half of waiting, maybe, at your seat in the harsh silence, in and out, from a threshold to another. In the middle age, deep in the political-sentimental inadequacy of the time, of this time as of all the ones gone by. I want to tell you: all my loneliness, all my courage, all my anxiety, all my overdrawn accounts, all my happiness, all my beauty, all my discontent, all my love, all my weight, all my nakedness, all my expectation, all my ascendant, all about my misery, all about my death, all about my coverings, all about of my layers, all about basketball, all about neon lights, all about my light, all about ladies toilets, all about gents toilets, all about volleyball, all about my dogs, all about my silence, all about my threshold. A way through. A watershed of our wrapped lives. Rubbed surfaces covering volumes. To put things aside. One must be objective now. To talk about death and about the senseless sense of the lonelinesses. Of the biological time and of the time of the images. Everything goes by: do you realize that?

    A performance built into two separate and independent acts, the fruit of two previous studies titled: "Nero" and "Nero2" ("Black" and "Black2"). The title: "Nerone" ("Big Black") is just the invocation for the theatre, the game of impossible multiples among children, and for the sudden evocation of an Emperor name who played the lyre and acted. A commonplace for both acts: a black-walled room and a black floor made of different layers and, suspended up on the left, four ceiling fixturesfor neon lights. For the first time Kinkaleri have interpreters to carry out the image: two men and two women. No possibility of thinking of anything else but the whole humanity involved in the awareness of death, of ending. Two pieces of writing, monologues, by Rainer Werner Fassbinder about despair, courage and utopia, are the answer, sweet and terrible, found within the desire of talking to a moment of the existence we face: alone.

    # vimeo.com/131332007 Uploaded 16.7K Plays 1 Comment
  5. Kinkaleri
    VARIAZIONI DI TONO
    realizzazione kinkaleri
    con Marco Mazzoni, Cristina Rizzo

    Per principiare l’identikit di un volto si comincia con la scelta dell’ovale corrispondente alla visione sbiadita generica e insicura di un’ immagine originaria, successivamente si aggiungono, provano, scartano e si adattano elementi morfologici per restituire un volto che fino a quel momento ha abitato soltanto la mente di chi ha immagazzinato la visione. Raggiunto il risultato la mente si placa rispecchiandosi in quel volto. Nel caso che invece il volto cercato sia davanti a noi già realizzato e concreto nella sua rappresentazione iconografica, la situazione, rovesciata rispetto alla precedente posizione, non contiene più l’ansia della restituzione ma appartiene al passatempo delle sostituzioni e variazioni e sul loro effetto che anche elementi minimi apportano esponenzialmente al volto in questione. Variazioni di Tono è un passatempo coreografico di variazioni percettive tra il suono e il movimento, lo spazio e il corpo, la metrica e il respiro. Tono è il titolo di uno spettacolo di kinkaleri. Non è il caso di parlare di improvvisazioni in quanto ogni giorno è dedicato allo studio.

    # vimeo.com/253614128 Uploaded 329 Plays 0 Comments

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