Curva Minore

  1. Sylvano Bussotti / Tono Zancanaro
    Autotono (1977)
    un divertimento
    7+7 fogli a 4 mani
    bianco e nero per una vita d’artista
    (come concerto in danza in scena)

    “Gli autori amerebbero assistere ad esecuzioni estemporanee, nel caso di esecuzioni da concerto,
    offrendo ogni combinazione vocale-strumentale possibile (al di là di quelle individuate dal
    ragionamento analitico di questa prefazione)… Se ne immagina uno spettacolo condotto in bianco e
    nero sul perpetuo mutare dello scenario… Balletto fatto essenzialmente di scenari che si susseguono al
    ritmo barocco delle meraviglie. Rarissimi personaggi viventi (ballerine). Di tanti coreografi di quanti
    sarebbero stati gl’interpreti musicali… Rappresentando sul filo classico di un concerto di danze…
    L’androginia delle figure domanda un travestimento continuo ad ogni simbolo, così come la realistica
    figurazione popolare, dovrà incarnarsi con quello che la forza della danza esemplifica. Apodionisiaco
    accento e stile” (Bussottioperaballet 1977)

    Scrive Gianni Trovalusci: “Il concerto dedicato alla produzione italiana non poteva non terminare con
    una delle opere più importanti del genere, ovvero Autotono pittografie per un numero indefinito di
    strumenti e interpreti di Sylvano Bussotti. Ampia è la produzione di Musica Aleatoria del compositore
    fiorentino, che ha collaborato con musicisti americani di riferimento, come Cathy Berberian e David
    Tudor, e ha contribuito a dare un impulso fenomenale al superamento delle barriere di linguaggi e
    forme artistiche. Autotono è un’opera densa, stratificata, nella quale sopra alle 7 pagine già fortemente
    visionarie del compositore interviene lo zio dell’autore, il pittore Tono Zancanaro, con altrettante e
    corrispondenti 7 illustrazioni. Una doppia voluta di forti stimoli per gli interpreti, ai quali viene
    lasciata la libertà di azione. In realtà Bussotti chiosa e suggerisce agli interpreti una possibile forma
    di intervento nella presentazione dell’opera, ma dichiarandosi alla fine altrettanto d’accordo con una
    interpretazione libera, in cui l’interprete mantenga con reazione immediata il suggerimento dato dalle
    dense pagine. Bussotti raccomanda inoltre la possibilità di costruire una coreografia sulle medesime
    suggestioni visive.

    “Per finire, prendendo spunto da quest’ultima considerazione di apparente contraddizione bussottiana
    tra enunciazione della regola e sua elusione, possiamo considerare nella Musica Aleatoria come
    fondamentale e generativo il rapporto tra interprete e compositore e soprattutto in una nuova (o
    ritrovata) centralità la comunicazione tra gli interpreti, che in quel luogo e in quel momento si ritrovano
    a ricomporre l’opera. Concetti costitutivi e sostanziali del fare arte possono tornare così a essere dei
    punti di riferimento fondamentali: etica dei rapporti, empatia, contesto relazionale acquisiscono la
    caratteristica di primi requisiti dell’azione musicale, capace di creare nel momento della performance
    quel circolo virtuoso tra musicisti e pubblico alla base di qualsiasi comunicazione artistica e umana”.

    19 Maggio 2018
    Palermo
    Cantieri Culturali alla Zisa
    Sala Perriera

    Video
    Melqart Productions

    Audio
    Rosario Tomarchio

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  2. Giacinto Scelsi (1905 - 1988) Mantram
    Daniele Roccato contrabbasso

    Daniele Roccato rappresenta una dimensione della musica difficilmente descrivibile con le parole senza
    ridurne il senso dell'Alta valenza artistica. Si potrebbe, senza rischiare di esagerare, raffigurare la sua figura come una icona impregnata di spirituale vitalità del suono, etereo quanto energico, materico quanto libero e soave. Roccato si pone su una sfera sonora oltre ogni immaginazione pur mettendo in vibrazione un senso comune della condivisione. La propria essenza ancora ha del magico in quanto riesce a soddisfare le aspettative di ogni sorta di pubblico, arricchendone le possibilità immaginative. Le empatiche vibrazioni raccolte dallo spazio performativo si traducono in suono quasi come naturale dono del tempo presente. Il testo musicale si trasforma in ciò che è già presente nel combinare tempo e luogo dove la componente umana, costituita dal pubblico, altro non è che l'elemento di ricongiunzione spazio-temporale. L'ascolto si riappropria di ciò che, da invisibile come il suono, ritorna forma e colore, luce e materia, librandosi nello spazio infinito dell'immaginazione. Così si presenta la sua composizione Minima Colloquia che abbiamo ascoltato nel suo a solo di giovedì 24 maggio (Cantieri Culturali alla Zisa, Sala Perriera): non un soliloquio,quindi, ma un vero dialogo con lo spazio acustico frequentato dagli ascoltatori. Venerdì 25 maggio la delicata suite che vede alternare, come un mantice dal profondo ma soave respiro, Alisei del compositore Stefano Scodanibbio, Serenata di HW Henze e Wo Ma e Mantram di Giacinto Scelsi legati da un ventaglio diaperture insieme al gruppo Bassmasse Sizilien, primo ensemble siciliano costituito di soli contrabbassi. TheSound Of Silence è il titolo del concerto conclusivo di questi tre giorni dedicati al contrabbasso e al suo più grande interprete italiano famoso nel mondo che, in questa circostanza condividerà la scena con la Sicilian Improvisers Orchestra.

    26 Maggio 2018
    Palermo
    Cantieri Culturali alla Zisa
    Sala Perriera

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    Melqart Productions

    Audio
    Rosario Tomarchio
    Daniele Roccato

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  3. Marcello Panni (1940)
    Veni, Creator (1968)

    Scrive Marcello Panni: “Il 28 dicembre 1968 andava in scena sul palco del Politeama alle 22.45 un mio
    pezzo per 6 esecutori dal titolo Veni, Creator scritto con la tecnica del collage pittorico, intendo quello
    cubista o quello di Mimmo Rotella, ritagliando e incollando su una pagina, o in uno spazio inventato di
    volta in volta, frammenti di musica originale, o schegge di trattati di armonia, di tecnica strumentale, o
    di pagine corali, seguendo una sua logica più o meno “patafisica”. Il risultato e la loro aleatoria
    realizzazione sonora e l’esecutore come il giocatore (player) diventa quindi arbitro e creatore (Veni,
    Creator) del risultato sonoro, a cui l’Autore ha dato solo le carte per giocare. […]
    Veni, Creator consiste di un gruppo di 6 frammenti da uno a sei esecutori per strumenti indefiniti, da
    eseguire con la tecnica che si usa nello studio di uno strumento, ripetendo a velocità diversa lo stesso
    inciso più e più volte come un mantra, con ritmi diversi e dinamica diversa, per poi passare al
    frammento seguente. Tra una serie di ripetizioni e l’altra l’esecutore deve cantare nello strumento se a
    fiato, o se ad arco a voce alta accompagnandosi con lo strumento, delle parti frammentarie di un corale
    luterano sul testo del Veni, Creator “Komm, Heiliger Geist ...” con il doppio senso sottinteso ironico
    dell’implorare l’assistenza divina perché venga fuori qualcosa dall’aleatorietà del pezzo.
    L’esecuzione palermitana del 1968 ebbe sei illustri esecutori tutti giovanissimi: il quartetto Nuova
    Musica, (Massimo Cohen e Mario Buffa, violini, Fausto Anzelmo, viola, Luigi Lanzillotta,
    violoncello), Federico Rzewsky al pianoforte, Steve Lacy al sassofono, ma che curiosamente non
    compare nel programma di quel 28 dicembre nell’amplissima lista di esecutori. Sarà stata una
    sostituzione improvvisata all’ultimo momento... Curiosità del destino, coincidenze astrali, affinità
    elettive... come potevo immaginare che cinquant’anni dopo... nella stessa città di Palermo...”
    L’esecuzione della Sicilian Improvisers Orchestra, autorizzata dall’Autore, è stata realizzata per quattro
    strumenti di cui le uniche parti originali sono rimaste quelle per contrabbasso e per clarinetto. Le altre
    parti dagli originali per trombone e viola, sono state trascritte rispettivamente per clarinetto basso e per
    due flauti con due esecutori che utilizzano il flauto in sol, in do e il flauto basso.

    Sicilian Improvisers Orchestra Si costituisce per eseguire musiche del nostro tempo, dalle forme
    espresse in notazione tradizionale a quelle più avanzate e della composizione istantanea. Il suo
    organico è composto di musicisti provenienti da diversi ambiti musicali e generazionali. Coniugando
    musica, cultura e società, l’ensemble ha svolto una serie di residenze creative per l’esecuzione di nuove
    opere non soltanto legate a forme tradizionali di scrittura musicale. Ha collaborato con Silke Eberhard,
    Michael Fischer, Jeremy Peyton Jones, Edoardo Marraffa, Christopher Dell, Sebastian Gramss, Carl
    Ludwig Hübsch, Gunda Gottschalk, Ernst Reijseger. Nel 2017 l’ensemble è stato ospite per una
    residenza artistica in Svizzera in collaborazione con la prestigiosa Werkstatt für Improvisierte Musik,
    ma anche a Wuppertal (Germania) insieme alla Wuppertalers Improvisers Orchestra. È specializzato su
    pratiche esecutive come conduction e soundscape composition. In Sicilia ha collaborato con importanti
    Istituzioni culturali come: Fondazione Teatro Massimo di Palermo, Fondazione Orestiadi di Gibellina,
    Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, Associazione Filarmonica Laudamo di
    Messina, Galleria d’Arte Moderna di Palermo, Associazione Amici della Musica Salvatore Cicero di
    Cefalù, Goethe-Institut. La SIO è prodotta da Curva minore - associazione per la musica
    contemporanea di Palermo.

    19 Maggio 2018
    Palermo
    Cantieri Culturali alla Zisa
    Sala Perriera

    Video
    Melqart Productions

    Audio
    Rosario Tomarchio

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  4. ITA
    Ernst Reijseger ha inaugurato le celebrazioni per i 20 anni di Curva Minore
    Non è stato un caso: nessuno meglio di questo grande uomo e musicista ha visto nascere e svilupparsi questa idea di società proposta attraverso i linguaggi non verbali della musica.
    Molto Curva minore deve a Ernst per la sua unica e speciale sensibilità umana e artistica.
    Insieme a Ernst Reijseger, Djoeke Klijzing, Gianni Gebbia, Alessandro Librio e la Sicilian Improvisers Orchestra.

    ENG
    Ernst Reijseger inaugurated the celebrations for the 20 years of Curva Minore.
    It wasn't an accident: nobody like this great man and musician saw the birth and the development of this idea of society offered through the non verbal languages of the music.
    Curva owe a lot to Ernst for his new and speical human and artistic sensibility.
    Together with Ernst Reijseger, Djoeke Klijzing, Gianni Gebbia, Alessandro Librio and the Sicilian Improvisers Orchestra.

    Video
    Francesco Murana
    Dario Baldini

    Editing
    Dario Baldini

    Interview
    Francesco Murana
    Rosario Tomarchio

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  5. ITA
    BassMasters è una riflessione aperta.
    BassMaster è una considerazione sulle condotte della Musica in un contesto specifico come Palermo.
    Barre Phillips, Mark Dresser, Sebastian Gramss.
    A conclusione del mese di celebrazioni per i 20 anni di curva minore, tre grandi musicisti, contrabbassisti, compositori, sperimentatori, afferenti a tre diverse generazioni, offrono degli importanti spunti di riflessione sullo stato d’avanzamento del pensiero e della pratica della musica.

    Insieme a loro altri sedici contrabbassisti per un’esperienza condivisa di società

    ENG
    Bass Masters is an open reflection.
    Bass Masters is a consideration on the music's behavior in a specific contest as Palermo.
    Barre Phillips, Mark Dresser, Sebastian Gramss.
    At the ned of the celebration month for the 20th anniversary of Curva Minore, three great musicians, bass players, composers, experimenters, leading to three different generations, offering important food for thoughts on the evolution of music.

    With them other sixteen bass players for a shared experience of society.

    VIDEO
    Francesco Murana
    Dario Baldini

    AUDIO
    Rosario Tomarchio

    EDITING
    Dario Baldini

    Melqart Productions

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Curva Minore

MELQART Plus

Associazione per la musica contemporanea
Direzione artistica di Lelio Giannetto
curvaminore.org

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