1. She‘s going to meet him. They’re travelling together.
    With a Polaroïd camera she’s photographing the crossed places, the presences, marks that give acess to an intimate universe, poetic visions that leave the untellable appear.
    Bodies and landscapes merge.

    [Isthmus - Geography: narrow neck of land connecting two larger land areas with water on both sides / Anatomy: a constriction between two larger parts of an organ or anatomic structure (isthmus of fauces, rhombencephalon, uterus.).]

    Isthmus (Tasmania via Hong Kong and Sydney, january 2009) is the first part of a piece of research entitled The elsewhere of the other.

    floramerillon.fr
    Interview by Moria De Zen

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  2. My couch is your couch Quando il social network diventa realtà
    Testo di Arianna Rinaldo
    Il divano è il punto di vista da cui l’obiettivo di Gabriele Galimberti osserva il mondo. E’ il palcoscenico, la messa a fuoco, il centro, il nonluogo che raccoglie le immagini di questo fotografo giramondo. Ed è quella parte di casa che unisce le persone ritratte in questa mostra.
    Con uno zaino leggero e ricco solo di ciò che è indispensabile, Gabriele sta percorrendo il mondo passando da un divano all’altro.
    L’idea, nata dalla sua curiosità appassionata per ciò che è altro, ma in fondo ci assomiglia, e trasformata in una rubrica fotografica nel settimanale D- La Repubblica, diventa una realtà che da 6 mesi ci porta a conoscere, come se fossero vicini a noi, volti e realtà da ogni angolo della Terra, dal Canada all’Indonesia.
    Attraverso il sito couchsurfing.org, Gabriele, come gli oltre 2 milioni di membri di questo social network, mette a disposizione il suo divano a chi volesse visitare per qualche giorno il suo paese, e può usufruire, allo stesso modo, dell’ospitalità in quasi tutti i paesi del mondo (70.000 sono le città censite e disponibili nel sito).
    Ed ecco che dalla tastiera del computer, a partire da un semplice scambio di email e disponibilità, ci si ritrova con naturalezza a condividere gli stessi metri quadri, ad assaggiare il piatto tipico del paese, a bagnare le piante su un balcone straniero e raccontarsi esperienze di vita e di “divano”. Le sorprese sono tante (ritrovarsi a dormire nella stessa stanza con 9 serpenti, o dormire in una cabina di legno a -35’...), le storie eterogenee e multirazziali, ma l’esperienza umana, che nasce nel mondo virtuale di internet, diventa una realtà, con i sapori e gli odori di una casa che in pochi giorni diventa familiare.
    Il viaggio del “surfista” Gabriele è ora a metà strada. Ogni foto è una porta aperta su un mondo, nel quale, per un attimo, possiamo tuffarci anche noi.
    **A viaggio completato il progetto diventerà un libro edito da Riverboom Publishing.
    My couch is your couch When social networking becomes reality
    Curated by Arianna Rinaldo
    The couch is the point of view from which Gabriele Galimberti’s lens observes the world. It’s the stage, the focus, the centre, the non-place that collects the pictures of this globe-trotting photographer. And it is that part of the house that brings together the people portrayed in this exhibition.
    With a light backpack filled only with what is essential, Gabriele is travelling the world going from one couch to another. The idea, which was born from his passionate curiosity for what is “the other” but basically resembles us, and which turned into a photographic column in the weekly magazine D-La Repubblica, becomes a reality: for 6 months brings us to get acquainted with faces and realities all over the world, from Canada to Indonesia, as if they were near us.
    Through the website couchsurfing.org, Gabriele, as well as the over 2 million members of this social network, offers his couch for those who wish to visit his country for a few days, and can benefit, in the same way, from hospitality in almost all countries worldwide (70,000 cities are surveyed and available on this site).
    That’s how from the computer keyboard, a simple email exchange and availability status, you will find yourself to naturally share the same square feet, to taste the typical dish of a country, water the plants on a foreign balcony and talk about life and “couch” experiences. Many are the surprises (sleeping in the same room with 9 snakes, or in a wooden cabin at -35°C...), the stories are heterogeneous and multiracial, but the human experience, which hatches in the virtual world of the Internet, becomes reality, with the tastes and smells of a home that becomes familiar only in just a few days.
    The journey of the “surfer” Gabriele is now halfway. Each picture is an open door to a world which, for a moment, we can dive into as well.
    ** When the journey will be completed the project will become a book published by Riverboom Publishing.

    Interview by Moria De Zen

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  3. Nata a Milano nel 1978, dopo gli studi di specializzazione in Fashion Marketing alla St Martins School di Londra, svolge uno stage per l’Agenzia Contrasto a Milano. Nel 2004 lavora per l’Agenzia Grazia Neri occupandosi della preparazione e promozione del materiale di agenzie e fotografi stranieri nel mercato italiano, progetti con riviste estere, progetti speciali, libri fotografici e selezionare nuovi fotografi per L`Agenzia.
    Nel Marzo 2008 si trasferisce a New York dove lavora come agente per Donna Ferrato e per l`Agenzia Grazia Neri, promuovendo i fotografi in America con riviste come: The New York Times, Newsweek, Time, New Yorker, Conde Nast Portfolio, Vanity Fair, Traveler, National Geographic, National Geographic Adventure . Si occupa anche di cercare storie interessanti in America da distribuire in Italia.
    Alla fine del 2008 rientra in Italia e si occupa della ricerca iconografica del settimanale : “Grazia” edito da Mondadori.
    Da Aprile 2009 inizia rappresentare alcuni fotografi e illustratori di fama internazionale per pubblicita’ e corporate in Italia.
    Fra I suoi clienti: Nestlé, Alberto Guardiani Sport, Brema.
    Agenzie di pubblicita’: Young & Rubicam, TITA, Barabino & Partners.
    Da settembre 2009 e’ photoeditor della rivista italiana di turismo piu’ diffusa in Italia “Qui Touring” del Touring Club Italiano.

    I was born in Milano in 1978.
    After graduating in Fashion Marketing from St Martins School in London, I started working for Contrasto Photo Agency in Milan.
    In 2004 I moved to Grazia Neri Photo Agency, where I represented several international agencies and photographers.
    In 2008 I went to New York to work as the agent of documentary photographer Donna Ferrato and representing Grazia Neri’s photographers all through the US, while collaborating with magazines such as: The New York Times, Newsweek, Time, New Yorker, Conde Nast Portfolio, Vanity Fair, Traveler, National Geographic and other major publications.
    In the end of 2008, I came back to Milan as photo editor for Grazia, a women`s weekly magazine published by Mondadori.
    In April 2009 I started freelancing and representing selected photographers and illustrators for advertising and corporate work.
    My clients include: Nestlé, Alberto Guardiani Sport, Brema.
    Advertising agencies: Young & Rubicam, TITA, Barabino & Partners.
    From september 2009 I am the photoeditor of the most diffuse travel magazine in Italy “Qui Touring” by Touring Club Italiano.

    dariabonera.com
    Interview by Moria De Zen

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  4. Redattore di National Geographic Italia dal 1998, Marco Pinna svolge il compito di photoeditor e ricercatore iconografico per il magazine italiano, mantenendo inoltre i rapporti con i fotografi e le agenzie fotografiche. Molto attivo sulla scena del fotogiornalismo e della fotografia italiana in generale, ha partecipato a numerose giurie di premi fotografici e letture portfolio per manifestazioni nazionali e internazionali, tiene corsi di potoediting, fotogiornalismo e approccio fotografico nel campo dell’editoria in qualità di docente, cura mostre di fotografia, svolge lavoro di consulenza per fotografi professionisti e ha realizzato libri fotografici in qualità di photoeditor e curatore. Da sempre, ha un occhio di riguardo particolare nei confronti dei fotografi emergenti.

    Editor of National Geographic Italy since 1998, Marco Pinna plays the role of photo editor and researcher for the Italian magazine illustrations, also mantainig relationships with photographers and photo agencies. Very active on the scene of Italian photography and photojournalism in general, has participated in numerous photo awards juries and lectures portfolio for national and international events, he teaches courses in photoediting, photojournalism and photographic approach in publishing as a teacher, care photography exhibitions, performs consulting work for professional photographers and photo books created as a photo editor and curator. Always has an eye on especially on emerging photographers.

    Interview by Moria De Zen

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  5. Queste foto non sono un "progetto". O meglio, non fanno parte di alcun "progetto fotografico" come lo si intende oggi. Probabilmente invece possono essere considerate degli appunti per un progetto di vita. Per metà anno Bangkok è la città dove vivo: l'opposto metropolitano alla mia Firenze museale. Laddove le colline toscane, che continuo ad amare più di ogni altro paesaggio, mi inducono quiete, questa città mi costringe a vivere, a muovermi, ad evolvermi. Sono venuto qui la prima volta nel 1978 e l'ho vista trasformarsi, da capitale di profumi nuovi ed esotici a metropoli moderna e frenetica. Vedo i tailandesi come gli italiani dell'Asia: amanti del piacere, del bello, capaci di fare ma senza farne una religione. L'umanità giusta, insomma. Queste foto rappresentano allora la mia percezione di tutto questo. Una visione irregolare, poiché non vado in giro con la macchina fotografica attaccata al collo in ogni momento, ma che è oramai ricca di spunti, talvolta drammatici. Siamo viaggiatori da "bosco e da riviera" come si diceva un tempo, e la città in fondo te lo richiede. Ci sono ricchezza e povertà, spiritualità e perversione, modernità e tradizione, rassegnazione e rivoluzione, in un crogiolo dove tutto si mescola ma non si fonde.

    These photos are not a “project”. Or rather, they are not part of any “photographic project” as we know it today. Maybe instead, they could be seen as notes taken for a life project. For six months of the year, Bangkok is the city where I live: the metropolitan opposite to my museum-like Florence. Whereas the Tuscan hills, that I continue to love more than any other landscape, give me tranquillity, this city forces me to live, to move, to evolve. I came here for the first time in 1978 and I saw her transform from a capital of new and exotic aromas to a bustling modern metropolis. I see Thais like I see Italians in Asia: lovers of pleasure, of beauty, capable of making without making it a religion. In short, the right humankind. Therefore these photos are my perception of it all. An irregular vision, since I do not go around with a camera hanging from my neck at all times, but which is full of ideas by now, sometimes dramatic ones. We are travellers “da bosco e da riviera” (lit. “forest and coast travellers”, meaning being able to fit anywhere) as we used to say it, and this is basically what the city asks of you. There are the rich and the poor, spirituality and immorality, modernity and tradition, resignation and revolution in a melting pot where everything mixes but nothing merges.

    Interview by Moria De Zen

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