Orange Studios

  1. Quando a Livorno entra in scena il sole, l'orizzonte diventa un meraviglioso palcoscenico. C'è chi, muto, ne resta incantato e chi si lascia rapire dall'arte e dalla poesia. E non c'è miglior pittore di quello che, dipingendo, si diverta...

    (Canon 1DC 4K 25fps - Canon 200mm 2.8 L, Sigma 35mm 1.4 Art and Samyang 35mm and 85mm 1.5 vdslr lenses).

    # vimeo.com/146754781 Uploaded
  2. Questo video, che presenta scorci della meravigliosa città di Lucca, è in realtà un test di gradazione colore volto allo sviluppo del miglior grading in vista del nostro prossimo film.

    In queste riprese troverete tre diversi tipi di gradazione, per quanto tutti provenienti da un'unica base. Questa è costituita da un minima color correction iniziale, due cube e una LUT orientata ai colori cinematografici (una delle quali sviluppata da noi) e infine un ulteriore leggero grading.

    Il video è stato girato con una Canon 5D MkIII in RAW 14 bit (Magic Lantern) e con lenti Zeiss CP2 e CP2 Super Speed.

    # vimeo.com/114351050 Uploaded
  3. Le origini di Livorno sono ignote e si perdono nelle leggende e nella mitologia, ma certamente il sito era frequentato sin dall'epoca preistorica, come documentato da numerosi reperti archeologici, quali cuspidi di freccia, lamine usate come coltelli, raschiatoi e punteruoli. Nelle campagne intorno alla città furono rinvenuti anche pregevoli oggetti d'epoca etrusca e romana, che andarono ad arricchire le collezioni dei fondi museali cittadini. Del resto, già nel I secolo a.C. Cicerone nella lettera al fratello Quinto («...ut aut Labrone aut Pisis conscenderet. Tu, mi frater, simul et ille venerit, primam navigationem...») cita il nome di Labrone, a testimonianza che il territorio era abitato stabilmente sin dai tempi antichi, come confermano anche alcuni scavi archeologici nella zona nord dell'attuale città portati avanti nei primi anni del Duemila.
    Nel 1017 il toponimo Livorna è attestato per la prima volta con riferimento ad un pugno di case posizionate sulla costa dell'odierno Mar Ligure, in una cala naturale, a pochi chilometri a sud della foce dell'Arno e di Pisa. Il progressivo interramento del vicino Porto Pisano, il grande sistema portuale della Repubblica di Pisa, coincise con l'affermazione del borgo labronico, che fu dotato, tra il XIII ed il XIV secolo di un sistema di fortificazioni e di un maestoso faro, noto col nome di Fanale dei Pisani.
    Tramontata la Repubblica, Livorno fu venduta dapprima ai Visconti di Milano, successivamente, nel 1407, ai genovesi e infine nel 1421 ai fiorentini in cambio di 100.000 fiorini d'oro. Nel XVI secolo i Medici, signori di Toscana, contribuirono in maniera determinante allo sviluppo di Livorno e del suo sistema portuale. Bernardo Buontalenti fu pertanto incaricato di progettare una nuova città fortificata intorno al nucleo originario dell'abitato labronico, con un imponente sistema di fossati e bastioni (si veda la voce Fosso Reale).
    Il popolamento della città buontalentiana fu favorito dall'emanazione da parte dei granduchi di Toscana, tra il 1591 ed il 1593, delle cosiddette "Leggi Livornine", che richiamarono a Livorno mercanti di qualsivoglia natione, garantendo agli abitanti libertà di culto e di professione religiosa (seppur con forti limitazioni per i protestanti), nonché l'annullamento di condanne penali (con l'eccezione delle condanne per assassinio e "falsa moneta"). Queste leggi erano dirette soprattutto agli ebrei scacciati in quel periodo dalla penisola iberica. Arrivarono in molti, negli anni seguenti, soprattutto commercianti, e costituirono una florida ed operosa comunità ebraica di lingua spagnola e portoghese, che sarebbe poi durata per secoli. Gli ebrei vivevano liberi a Livorno, non rinchiusi in un ghetto, come invece avveniva nelle altre città d'Italia fino all'epoca dell'Unità d'Italia. Nel tempo la comunità ebraica divenne tra le più importanti d'Italia, come testimoniato dai nomi illustri di molti suoi membri, tra i quali spiccano il pittore Amedeo Modigliani, il filantropo Moses Montefiore e il rabbino Elia Benamozegh. Il porto e la città furono anche soggiorno di numerose altre comunità straniere, organizzate in "Nazioni", i cui membri, a differenza degli ebrei, non erano ritenuti sudditi toscani (inglesi, olandesi, francesi, corsi, ragusei, greci, armeni, spagnoli, portoghesi, sardi, svedesi, danesi, austriaci, prussiani ecc.) ed erano rappresentati da propri consoli, disponendo di propri luoghi di culto e di sepoltura. Dal punto di vista economico, l'istituzione del porto franco favorì il proliferare di attività commerciali strettamente legate alle intense attività portuali.

    # vimeo.com/57459851 Uploaded
  4. # vimeo.com/35104051 Uploaded
  5. Una splendida edizione che noi rendemmo unica con l'intervista a Giorgio Calabrese e con gli speciali a supporto degli stands...

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