Absolute Beginners

by TeatrInGestAzione

Directors
Gesualdi | Trono

Dramaturg
Loretta Mesiti

the work was created with the support of MOVIN' UP Prize by Mibact e GAI; Institut für Theater, Film und Medienwissenschaf der Goethe Universität; HessischTheaterakademie; Tanz der Künste; Frankfurt LAB (Frankfurt am Main)

Theathres and festivals: (2016) CRT Triennale - Milano; (2016) Play K(ey) - Zona K, Milano; (2015) DOIT Festival Drammaturgie Oltre il Teatro - Teatro Due (Roma); (2014) Trasparenze Festival - Teatro dei Venti (Modena); (2013) Stagione Sperimentale Europea - Teatro della Contraddizione (Milano); (2013) Finestre sul giovane teatro - Teatro Ridotto (Bologna); (2012) Museo del Sottosuolo - Napoli; (2011) Frankfurt Lab Frankfurt am Main.

Nowadays we tend to consider ourselves as successors and posthumous. Is it still possible to live and think our existence as a beginning? Our actions as founding? Our making as inscribed in a shared horizon?

Wriggling out of the nest’s warmth. Leaving behind comfort, abundance and the tranquil safety of an inherited organic and organized path. Foundation occurs on the way of a path that does not hang together, that is unsafe and mostly incoherent, made of journeys and of returns, of interrupted attempts, of a vain wandering on erroneous roads. Foundation is possible once you are out at sea.

A visionary-philosophic experience. The work is rooted in the specific theme of boundaries, the political, physical, linguistic boundaries of identities that tend to their dissolution, to heal what is stranger and familiar in a new sign, bringing the sense of origin and the horizon that lies in front of the path of a new community to be founded.

In these fading boundaries landscape, once the bonds of belonging to a supposed homeland are dissolved, languages, biographies, personal histories start their journey to a new foundation to be conceived. They melt, acquiring a new sense, a new sound while the outline of a new geography appears.

The scenic structure of the work is given by the dismemberment of the elements composing a single landscape, in which the actors open unexpected poetical landscapes (built with essential materials), as very workers of the “vision”.

The text “The Root”, written by Loretta Mesiti, is the core of the narration.The work gives thanks to the influences of the poet Ingeborg Bachmann, and her search for a new language, capable to re-write the boundaries.

#1. Absolute Beginners is the first movement of avVento, a multiyear project conceived as an “ideal space of foundation”, gathering together several artists with the common assignment to contribute to the writing of a post-modern myth of foundation. The avVento project arose from that feeling of disorientation and displacement, from that sort of strangeness to our time at a historic, geographic, social, identity level. A present that does not belong us and in which we do not recognize ourselves anymore. Strangers as we are, to ourselves and to our own reality, we only can imagine a new foundation, from its origin to its trace. From its vision to its accomplishment.

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TeatrInGestAzione

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# TeatrInGestAzione BIO

Cerchiamo il principio poetico: in ogni atto, verbo, suono, silenzio, nel nostro essere presenti, cerchiamo di AcCadere oltre l’estremo limite della poesia. In caduta libera cerchiamo l’impatto con la bellezza, che frantuma…


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# TeatrInGestAzione BIO

Cerchiamo il principio poetico: in ogni atto, verbo, suono, silenzio, nel nostro essere presenti, cerchiamo di AcCadere oltre l’estremo limite della poesia. In caduta libera cerchiamo l’impatto con la bellezza, che frantuma il significato, e libera il senso dalla forma, lo scompone in sentimento altro, che non ha umano nome. Cerchiamo la sorpresa. E lo stupore della scoperta

TeatrInGestAzione

Nasce dall'incontro artistico di Anna Gesualdi e Giovanni Trono, avvenuto nel 2003 durante il progetto europeo Dannati Maestri.
Nel 2007 riuniscono a Napoli un gruppo di artisti, con l'obiettivo di elaborare assieme una nuova poetica della scena basata da un lato su un'estetica della sobrietà, della povertà dei mezzi, dall'altro sulla ferrea disciplina del training e sulla continuità del lavoro collettivo.
Il Gruppo si occupa di ricerca e trasformazione delle arti sceniche, promozione e organizzazione di nuove pratiche teatrali, pedagogia dell'attore e della creazione scenica, contaminazione artistica, produzione indipendente di spettacoli ed interventi teatrali. Promuove l'arte come veicolo di educazione civile e sensibilizzazione alla diversità come risorsa.
Nel 2011 vincono il premio DE.MO./ Movin’UP a supporto della circuitazione dei talenti italiani emergenti nel mondo (GAI e MiBAC), invitati in residenza a presentare il nuovo progetto di ricerca avVento presso l'INSTITUT FUR THEATER-FILM UND MEDIENWISSENS CHAFT – GOETHE UNIVERSITAT di Francoforte (Germania). Tra gli ultimi lavori prodotti: avVento Absolute Beginners; Canto Trasfigurato di Moby Dick e d'altri mostri che ho amato; 3 three 2 to 1 one; Mamma!Sontanto Felice; Alfredo #On Air; hAPPY bIRTHDAY, Alfredo!; Not Am Let; I Soccombenti; progetti radiofonici in onda su RADIO 3 RAI; Radiolina Officina99; Radio Onda Rossa Roma.
Nel 2010 sono tra le compagnie del Progetto L'Attesa, commissionato e prodotto dal Napoli Teatro Festival Italia 2010 - Napoli.
Altri festival e rassegne hanno ospitato il gruppo, tra cui: Presente/Futuro 2011 – Palermo; ExPolis 2011 – Milano; Rossobastardo Live 2010 fringe Festival dei Due Mondi - Spoleto; TEATRIaperti 09 - Firenze; Ravello Festival 09 - Ravello; XXIX Benevento Città Spettacolo - Benevento; K-now/il Centro del Discorso - Lecce; Teatri delle Diversità convegno internazionale (09 – 10 - 11) – Cartoceto e Urbania; NotArte - Noto; Il Carcere Possibile (07 08 09 10 11) - Napoli; Festival della Luna Piena - Napoli; Edge Meeting - Milano.
Nel 2011 curano la direzione artistica di due eventi: a gennaio 2011 danno vita ad ALTO FRAGILE (altofragile.eu), inaugurazione di una nuova pratica teatrale di condivisione dell'atto creativo tra Pubblico e Scena; a luglio 2011 inaugurano ALTOFEST (altofest.net) occasione di incontro tra realtà indipendenti della ricerca italiana e internazionale. Dal 2006 conducono stabilmente il Laboratorio Permanente di Espressione Teatrale presso il Manicomio Criminale di Aversa, fondando una compagnia parallela con gli internati detenuti, portata al debutto con gli spettacoli: Fratello Mio, Caino; La Giostra, ovvero l'eccezione E' la regola; Noi Aspettiamo (Godot?). Nel 2010 sono tra i soci fondatori del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.
Sviluppano un originale pedagogia teatrale nel Laboratorio Permanente Arti Sceniche, nei workshop intensivi e itineranti, in diversi istituti di istruzione secondaria; sono chiamati alla docenza nel corso Operatori teatrali in aree disagiate e strutture carcerarie coordinatore Antonietta Rame - nel progetto FormArt Lavoro (già progetto Technè) Scuola per i Mestieri dello Spettacolo diretta da Ruggero Cappuccio.
Per tre anni lavorano al fianco di Barbara Bonriposi e Riccardo Tordoni, fondatori di Laboratorio365 (già assistenti di Gabriele Vacis).
L'attività della compagnia è documentata nel volume Recito, dunque so(g)no Edizioni Nuove Catarsi, dedicato al Teatro e Carcere, redatto per il Corso di Teatro e Spettacolo 2009-2010 alla Facoltà di sociologia dell'Università di Urbino, a cura di Emilio Pozzi e Vito Minoia (con prefazione di Meldolesi, allo stesso dedicato). Il loro lavoro pedagogico all'interno dell'OPG di Aversa è stato oggetto di tesi in riabilitazione psichiatrica nel 2008, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia della II Università degli Studi di Napoli.

Nel 2011 debutta Caini d'Aversa film documentario (di Nicois e Palamara, produzione Primapagina s.r.l.), sul lavoro di TeatrInGestAzione all'interno del Manicomio Criminale di Aversa.

Nel 2007 al collettivo si unisce la drammaturga Loredana Mesiti che si forma al Dipartimento di scrittura drammaturgica dell´ENSATT – Ecole Nationale Supérieure des Arts et Techniques du théâtre – Lyon. A dic. 08 vince il Premio Nazionale alla drammaturgia Oltreparola 2008 : miglior autore under 30 con La sindrome di Elettra. Scrive Il quotidiano nel quotidiano, lettura pubblica al Piccolo Teatro Studio; Tlisma e l´orecchio del mare; Dormiveglia; Lattigini di un cristallo, partitura per due voci e chitarra acustica. Presso il Teatro Franco Parenti di Milano partecipa alla redazione dei testi di diversi spettacoli ed eventi diretti da Andrée Ruth Shammah (Varieté, La casa di Brera, Contagiare Bellezza, Appunti di viaggio). Coordinatrice del seminario “Identità Migranti” in collaborazione con la cattedra di Estetica Contemporanea dell´Università degli Studi di Milano; si Laurea in Filosofia presso l´Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo : Per un teatro poelitico Dialoghi filosofici con la drammaturgia contemporanea sulle tracce di Enzo Cormann. Si forma con Luca Ronconi, Enzo Cormann, José Sanchis Sinisterra.

METODOLOGIA e poetica scenica

Una poetica della scena che segue un particolare stile di lavoro, basato da un lato su un'estetica della sobrietà, della povertà dei mezzi, dall'altro sulla ferrea disciplina del training e sulla continuità del lavoro collettivo. La creazione stessa avviene secondo principi ispirati ad un'etica del dono e della relazione: la metodologia proposta da Anna Gesualdi e Giovanni Trono si basa sul lavoro giornaliero, sulla costanza di un allenamento fisico e intellettivo, volto a rendere la mente come un muscolo : non c'è una distinzione tra il tempo del training dell'attore e la costruzione dello spettacolo, l'attore apprende una disciplina della ricezione, che lo rende capace di divenire autore concreto delle sue azioni. Una capacità di ascolto dell'altro e della situazione, un virtuosismo dello stare nella relazione, che lo libera dai vincoli della rappresentazione e consegna a ciascuno la responsabilità del proprio atto creativo. Ecco come l'attore-autore conquista il suo talento e lo vede affiorare nel gesto, come qualità della presenza. La creazione nasce dunque dal dialogo fra i vari membri del collettivo e dalla relazione fra le varie componenti espressive : nel nostro teatro movimento, canto, danza, parola, gesto, si rispondono, si richiamano e si continuano, come in una partitura corale, in cui ogni voce è chiamata ad accordarsi con tutte le altre e, contemporaneamente, è portatrice della propria linea melodica, della propria singolarità. La strada su cui viaggiamo è dunque quella della creazione collettiva, ma è anche e soprattutto quella di un teatro 'necessario', che reagisce alle urgenze del suo tempo, aprendo nella scena uno spazio di 'consenso' (condivisione del senso) di 'dis-senso' ( di pubblica indignazione e di critica condivisa e manifesta) dando voce alle questioni e alle domande più scomode e necessarie."

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