Nicola Ragone

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Regista teatrale e cinematografico.

BIO – FILMOGRAFIA – Nicola Ragone

Vincitore del Nastro d’argento 2015 – Miglior cortometraggio – “Sonderkommando”

Sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico, aiuto regia. Laureato in Lettere e Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi triennale sul teatro di Giorgio Strehler e una tesi Magistrale dal titolo “La zona grigia. Voci dal Lager”. Si forma presso il “Cineteatro” di Roma, frequentando corsi di Regia e Scrittura Cinematografica, Direzione dell’attore e Regia Teatrale. Con altri suoi collaboratori fonda un’officina culturale chiamata “Fullframe”. Inoltre aderisce al movimento teatrale “Minimo Comune Teatro”.
Approda alla scena teatrale proponendo adattamenti da testi classici e moderni. Mette in scena “Aspettando Vladimiro ed Estragone” (2009), ribaltando il testo di Beckett che racconta l’attesa nei confronti del misterioso Godot. Con la commedia “Un giudice” (2010), tratta da “La patente” di Pirandello, effettua numerose repliche nei teatri di Roma e del Lazio. In seguito si avvicina al teatro – danza firmando la regia dell’atto unico “L’asse di equilibrio” (2011). Con il progetto “Eyes”, si avvicina al simbolismo del testo “I ciechi”, di Maurice Maeterlink, proponendo uno studio sulla follia e sulla cecità. E’ un percorso in un manicomio abbandonato: spazio decadente che il pubblico esplora in modo attivo, potendo decidere il corso degli eventi. Un viaggio psichico, suddiviso in una trilogia di spettacoli itineranti: “Eyes - tragedia della vista” (2012), “Eyes – open space” (2013), “Eyes – empty space” (in preparazione). Il suo percorso giunge ad una sperimentazione visiva e scenica nella fiaba psichedelica “Studio sull’Adamo Caduto”, tratta dallo scritto di Serafino da Salandra. Una serie di proiezioni animate e create su una parete di tulle e una performance di corpi nudi in uno spazio astratto, per raccontare la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso.

Al cinema, il suo esordio è il noir dal titolo “L’ultimo nastro” (2009). Di seguito dirige un episodio del lungometraggio “Quilty” (2010), scritto e diretto con altri 4 registi. “David Lazzaretti” (2011), è il cortometraggio in costume commissionato dall’Università “La Sapienza”, tratto dalla storia vera del predicatore di Arcidosso. Il suo terzo cortometraggio, “Oltreluomo” (2011), viene proiettato allo Short Film Corner del Festival di Cannes e in circa 35 festival, riscuotendo numerosi riconoscimenti. E’ il racconto di una tragedia avvenuta nel buio di una miniera nel 1881. Il tunnel soffocante e senza uscita diventa metafora esistenziale e simbolo della cecità umana.
Inoltre partecipa, come aiuto-regia, alla realizzazione del documentario/backstage del film “Che strano chiamarsi Federico” (2013), diretto da Ettore Scola. Nello stesso film interpreta, come attore, il ruolo di Marcello Marchesi.
Realizza la regia del video-demo per lo spettacolo “Partitura P” (2013), di e con Fabrizio Falco, disegno luci di Daniele Ciprì.
Successivamente dirige il suo quarto cortometraggio dal titolo “Sonderkommando” (2014), affresco che racconta la nascita di un amore omosessuale in un campo di sterminio. L’opera viene ritenuta di interesse culturale nazionale e quindi finanziata dal Ministero dei Beni Culturali. La sceneggiatura è di Silvia Scola, mentre la fotografia, in pellicola 35mm, è firmata da Daniele Ciprì. Gli ambienti del campo di concentramento sono stati disegnati, progettati e ricostruiti all’interno dei teatri di posa dell’Augustus color, dall’Architetto Fabio Vitale.
Nello stesso anno, firma la regia del cortometraggio “La Riva”, progetto finanziato dalla Lucana Film Commission e prodotto da Arifa Film.
La sperimentazione su spazi scenici non ortodossi, l’utilizzo narrativo della luce e dei contrasti, il training con gli attori basato sullo studio di materiali teorici e sul corpo, l’utilizzo di immagini-segno, rappresentano la sua cifra stilistica.

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