1. L'evoluzione è un BLUFF: è matematicamente dimostrato!

    00:41

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    L'evoluzione è un BLUFF: è matematicamente dimostrato! Dave Hunt spiega che il nucleo di ogni cellula contiene una quantità di dati superiore dei 30 volumi dell'enciclopedia britannica, Sia lo scienziato evoluzionista che il credente quando trovano un'enciclopedia complessa e piena di cultura, entrambi sono sicuri che fu scritta da uno o più uomini intelligenti. Entrambi gli scienziati usano il cervello e hanno la logica dimostrata dai fatti che un'enciclopedia e anche una sola pagina di un libro non si può scrivere da se. Tuttavia lo scienziato evoluzionista non usa più il cervello come prima e perde la logica dimostrata dai fatti, quando dice che non c’è bisogno di progettista mentre studia il nostro corpo formato da 100.000 miliardi di cellule e scopre che solo il piccolo nucleo di ogni cellula contiene una quantità di dati superiore dei 30 volumi dell'enciclopedia britannica, SI, lo scienziato evoluzionista è sicuro che un'enciclopedia e anche una sola pagina di un libro non si può scrivere da se, ma non usa più il cervello come prima e perde la logica dimostrata dai fatti, quando dice che non c’è bisogno di progettista mentre studia il DNA e scopre che contiene immagazzinate informazioni molto più complesse di un'enciclopedia e inoltre scopre che il genoma è simile a un "libro" particolarmente astuto, perché nelle giuste condizioni riesce sia a fotocopiare sia a leggere sé stesso.

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    • Studio del codice del DNA ritenuto "il linguaggio di Dio"! Dott. U. Fasol

      07:25

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      Un interessante studio del codice del DNA del Dott. Umberto Fasol, codice ritenuto "il linguaggio di Dio" dallo scienziato Francis Collins (già direttore del Progetto Genoma Umano). Dato di fatto: Il modo in cui il DNA è compattato nei cromosomi è talmente efficiente che è stato definito un "capolavoro di progettazione". Domanda: Com'è possibile che un ordine e un'organizzazione simili siano il risultato di eventi fortuiti e casuali? Dato di fatto: Il DNA ha una capacità di immagazzinare informazioni che, persino nell'era informatica in cui viviamo, rimane ineguagliata. Domanda: Se gli esperti di informatica non possono raggiungere questi risultati, come può averlo fatto la materia inanimata e priva di intelletto? Dato di fatto: Il DNA contiene tutte le informazioni necessarie per formare un corpo umano con le sue caratteristiche individuali e mantenerlo in funzione per tutta la vita. Domanda: Come può esistere un simile libro senza un autore, un simile programma senza un programmatore? Dato di fatto: Per funzionare, il DNA deve essere copiato, letto e controllato da un'infinità di complesse macchine molecolari chiamate enzimi, le quali devono collaborare con precisione e tempismo cronometrico. Domanda: Secondo voi, è possibile che macchine estremamente complesse ed efficienti si formino per caso? In assenza di prove valide, accettare una spiegazione del genere non dimostrerebbe cieca credulità? --------------------------- Intervento di Umberto Fasol, biologo, docente di Scienze Naturali nel Liceo Alle Stimate di Verona, di cui è Preside. Il DNA, cioè il "software" o codice che gestisce la cellula, è incredibilmente complesso e dà prova di un ingegno che sorpassa di gran lunga qualsiasi software o sistema di memorizzazione prodotto dall'uomo. Ai tempi di Charles Darwin la complessità del DNA era avvolta nel mistero. Darwin stesso era affascinato dal modo in cui alcuni caratteri vengono trasmessi da una generazione all'altra, ma sapeva ben poco delle leggi genetiche e ancora meno dei meccanismi intracellulari che governano l'ereditarietà. Oggi le cose stanno diversamente: i biologi hanno dedicato decenni allo studio della genetica umana e delle istruzioni particolareggiate che sono racchiuse nella straordinaria molecola chiamata DNA (acido desossiribonucleico). Ovviamente, l'interrogativo principale è da dove siano venute queste istruzioni. Il DNA ha un set di quattro lettere (A, T, G e C) che, poste in un certo ordine, formano "parole" chiamate codoni. I codoni sono raggruppati in "storie" chiamate geni. I geni contengono in media 27.000 lettere ciascuno e, insieme ai lunghi tratti di DNA che li separano, compongono i "capitoli": i singoli cromosomi. Ci vogliono 23 cromosomi per formare il "libro" completo: il genoma, ovvero il complesso delle informazioni genetiche di un essere umano. Se il genoma fosse un libro, sarebbe enorme. Quante informazioni potrebbe contenere? In tutto, il genoma umano è composto da circa tre miliardi di coppie di basi, o pioli, sulla "scala" del DNA.19 Immaginate un volume enciclopedico con più di mille pagine. Il genoma riempirebbe 428 volumi del genere. Aggiungendo la seconda copia contenuta in ogni cellula arriveremmo a 856 volumi. Se doveste scriverlo a macchina, avreste un lavoro a tempo pieno per i prossimi 80 anni senza mai un giorno di vacanza! Ovviamente il prodotto di tale immane lavoro sarebbe inutile per il vostro corpo. Come potrebbero centinaia di grossi volumi trovare posto in una microscopica cellula? E nel vostro corpo di cellule ce ne sono 100.000 miliardi! Comprimere così tante informazioni in così poco spazio è al di fuori della nostra portata. Un docente di informatica e biologia molecolare ha spiegato: "Un solo grammo di DNA, che secco occuperebbe un volume di circa un centimetro cubo, può immagazzinare le informazioni contenute in circa mille miliardi di CD". Cosa significa questo? Come abbiamo detto, il DNA contiene i geni, ovvero le istruzioni che servono a formare un corpo umano con le sue caratteristiche individuali. Ogni cellula contiene l'intero patrimonio genetico. Il DNA è così ricco di informazioni che un solo cucchiaino d'esso potrebbe fornire le istruzioni per formare 350 volte il numero degli esseri umani in vita oggi! Il materiale genetico necessario per gli oltre sette miliardi di persone che popolano il nostro pianeta formerebbe a malapena un velo sul cucchiaino. ------------------------------------------------- Alla luce delle prove esistenti è assolutamente ragionevole e scientifico, credere che siamo il risultato di un progetto intelligente. In ultima analisi è l'evoluzione, non la creazione, a richiedere una grossa dose di fede cieca e a pretendere che si creda nei miracoli senza nessuno che li faccia.

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      • La molecola del DNA e il crollo dell'evoluzionismo

        03:38

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        Perchè studiando la molecola del DNA si assiste al crollo dell'evoluzionismo? Una molecola chiamata RNA (acido ribonucleico) somiglia molto a un filamento singolo di DNA, ma in realtà presenta delle differenze. La sua funzione è quella di raccogliere le informazioni codificate nei geni. L'RNA raccoglie queste informazioni mentre si trova all'interno della macchina enzimatica, dopo di che esce dal nucleo e si dirige verso uno dei ribosomi, dove tali informazioni saranno impiegate per sintetizzare una proteina". Guardando questa dimostrazione rimaniamo sbalorditi. Siamo molto colpiti sia dal museo che dalla genialità di chi ha ideato e costruito queste macchine. Ma immaginate se l'intero museo, con tutto ciò che contiene, fosse in movimento, dando una dimostrazione delle migliaia e migliaia di processi che avvengono simultaneamente nella cellula umana. Sarebbe davvero uno spettacolo stupefacente! Eppure, pensate: in questo preciso momento in ognuna dei 100.000 miliardi di cellule che compongono il nostro corpo sono in azione macchine tanto minuscole quanto complesse che svolgono tutte queste attività! Il nostro DNA viene letto, fornendo le istruzioni per sintetizzare le centinaia di migliaia di diverse proteine che compongono il vostro corpo, con i suoi enzimi, tessuti, organi, ecc. Nello stesso tempo il vostro DNA è sottoposto a copiatura e "correzione" affinché ogni nuova cellula abbia a disposizione una copia esatta di queste istruzioni. Cosa ne pensate? Dove conduce l'evidenza? Immaginate di trovare una sala computer nel cuore di una fabbrica. Il computer usa un complesso software che gestisce ogni attività produttiva della fabbrica. Non solo: il software invia costantemente istruzioni per la costruzione e la manutenzione di tutti i macchinari, in più fa copie di se stesso e le controlla per rettificarne gli errori. A quale conclusione vi porterebbe l'evidenza? Pensereste che il computer e il software si siano creati da soli o che siano stati prodotti da menti razionali e intelligenti? L'evidenza dei fatti è inequivocabile. ----------------------------------------­------ Alla luce delle prove esistenti è assolutamente ragionevole e scientifico credere che siamo il risultato di un progetto intelligente. Una volta che avrete approfondito la questione usando le vostre facoltà di ragionare, capirete che in ultima analisi è l'evoluzione, non la creazione, a richiedere una grossa dose di fede cieca e a pretendere che si creda nei miracoli senza nessuno che li faccia. ----------------------------------------­­------- Dopo aver esaminato gli altri video di questo canale senza dubbio sarete convinti che tutte le prove depongono a favore della creazione.

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        • Esperimento di Miller e il suo crollo, il sogno degli evoluzionisti mai realizzato

          01:50

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          L'evoluzione è davvero scientifica? Nel 1953 Stanley Miller sottopose a scariche elettriche un’“atmosfera” di idrogeno, metano, ammoniaca e vapore acqueo. Si produssero alcuni dei molti amminoacidi esistenti e che costituiscono i “mattoni” di cui sono fatte le proteine. Miller ottenne solo 4 dei 20 amminoacidi indispensabili alla vita. Più di trent’anni dopo, gli scienziati non erano ancora riusciti a produrre sperimentalmente tutti e 20 gli amminoacidi necessari in condizioni che si potessero ritenere plausibili. Miller era partito dal presupposto che l’atmosfera primitiva della terra fosse simile a quella del pallone usato nel suo esperimento. Perché? Perché, come dissero in seguito lui e un suo collaboratore, “la sintesi dei composti di interesse biologico può verificarsi solo in condizioni riducenti [in assenza di ossigeno libero nell’atmosfera]”. Ma secondo le teorie di altri evoluzionisti, l’ossigeno c’era. Il dilemma che questo pone all’evoluzione è così riassunto da Hitching: “Se nell’aria c’era ossigeno, il primo amminoacido non si sarebbe mai formato; senza ossigeno, sarebbe stato eliminato dai raggi cosmici”. Il fatto è che qualsiasi tentativo di determinare la composizione dell’atmosfera primitiva della terra non può che essere congetturale. Nessuno sa con esattezza da cosa fosse composta. Poteva formarsi un “brodo” organico? È assai improbabile che i presunti amminoacidi formatisi nell’atmosfera andassero a finire negli oceani e vi formassero un “brodo” organico. La stessa energia che si suppone abbia scisso i semplici composti presenti nell’atmosfera avrebbe ancor più rapidamente decomposto qualsiasi complesso amminoacido si fosse formato. È interessante notare che, nel suo esperimento dell’“atmosfera” sottoposta a scariche elettriche, Miller salvò i quattro amminoacidi ottenuti perché li tolse dal punto in cui avvenivano le scariche elettriche. Se ve li avesse lasciati, le scariche li avrebbero decomposti. Supponendo comunque che in qualche modo gli amminoacidi fossero riusciti a raggiungere gli oceani e a trovarvi protezione dalla distruttiva radiazione ultravioletta presente nell’atmosfera, che sarebbe successo? Hitching spiega: “Sotto la superficie dell’acqua non ci sarebbe stata energia sufficiente ad attivare ulteriori reazioni chimiche; l’acqua inibisce sempre la formazione di molecole più complesse”. Perciò, una volta nell’acqua, gli amminoacidi sarebbero dovuti uscirne per formare molecole più grandi ed evolversi in proteine utili alla formazione della vita. Ma una volta fuori dell’acqua, si sarebbero ritrovati esposti ai distruttivi raggi ultravioletti! In altre parole, scrive Hitching, “le probabilità teoriche di superare anche solo questo primo stadio relativamente semplice [la formazione degli amminoacidi] nell’evoluzione della vita sono infinitamente piccole”. La risposta degli scienziati (sinceri e onesti) è che la teoria darwiniana dell'evoluzione non è una teoria scientifica vera e propria. Il "metodo scientifico" è così descritto: Osserva ciò che accade; sulla base di queste osservazioni formula una teoria su ciò che potrebbe essere vero; verifica la teoria con ulteriori osservazioni ed esperimenti, e vedi se le previsioni basate su di essa si realizzano. Quelli che credono nell'evoluzione e la insegnano seguono questo metodo?

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          • L'evoluzionismo, teoria non scientifica crollata già sul nascere

            05:02

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            L'evoluzione è davvero scientifica? La risposta degli scienziati (sinceri e onesti) è che la teoria darwiniana dell'evoluzione non è una teoria scientifica vera e propria. Il "metodo scientifico" è così descritto: Osserva ciò che accade; sulla base di queste osservazioni formula una teoria su ciò che potrebbe essere vero; verifica la teoria con ulteriori osservazioni ed esperimenti, e vedi se le previsioni basate su di essa si realizzano. Quelli che credono nell'evoluzione e la insegnano seguono questo metodo? Il periodico inglese New Scientist osserva che “un crescente numero di scienziati, in particolare un crescente numero di evoluzionisti, sostiene . . . che la teoria darwiniana dell’evoluzione non è una teoria scientifica vera e propria. . . . Molti dei critici hanno le più alte credenziali intellettuali”. Il dilemma delle origini Circa la domanda su come ebbe origine la vita, l’astronomo Robert Jastrow scrive: “Per loro grande dispiacere, queste domande [degli scienziati] non hanno risposte precise, dal momento che i chimici non sono mai riusciti a riprodurre gli esperimenti della natura sulla creazione della vita a partire dalla materia non vivente. Gli scienziati non sanno come ciò sia avvenuto”. E aggiunge: “Gli scienziati non hanno prove che la vita non sia stata il risultato di un atto di creazione”. Ma il problema non si limita solo all’origine della vita. Prendete ad esempio organi come l’occhio, l’orecchio, il cervello. Sono tutti di un’incredibile complessità, di gran lunga superiore a quella del più sofisticato dispositivo costruito dall’uomo. Un problema per l’evoluzione è che tutte le parti che compongono questi organi devono funzionare contemporaneamente perché sia possibile vedere, udire o pensare. Questi organi sarebbero stati inutili finché non ne fossero state completate tutte le singole parti. Viene dunque spontaneo chiedersi: È possibile che il cieco caso — ritenuto un fattore determinante ai fini dell’evoluzione — abbia messo insieme tutte queste parti al tempo giusto per produrre meccanismi così elaborati? Darwin ammise che questo rappresentava un problema, tanto che scrisse: “Supporre che l’occhio . . . possa essersi formato per [evoluzione], sembra, lo ammetto francamente, del tutto assurdo”. Da allora è passato più di un secolo. Il problema è stato forse risolto? No. Al contrario, ciò che si è appreso sull’occhio dai tempi di Darwin a oggi indica che l’occhio è ancora più complesso di quanto pensasse lui. Per questo Jastrow dice riguardo all’occhio: “Si direbbe il frutto di un rigoroso progetto ingegneristico: nessun costruttore di telescopi avrebbe saputo fare di meglio”. Se questo vale per l’occhio, che dire allora del cervello umano? Dato che nemmeno il più semplice meccanismo si evolve per caso, come può ritenersi un fatto l’evoluzione del cervello, infinitamente più complesso? Jastrow conclude dicendo: “Se è difficile accettare che l’evoluzione dell’occhio umano sia prodotto del caso, lo è ancor più accettare che l’evoluzione dell’intelligenza umana sia il prodotto di guasti casuali verificatisi nelle cellule cerebrali dei nostri antenati”

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