1. Convivio 2011

    01:02:11

    from Galleria Vannucci Added 605 0 0

    La realizzazione dell'evento “convivio” presso la galleria Vannucci, nasce dall'idea dell'associazione Utopias! di generare occasioni di confronto sul tema del rapporto tra arte e società. Esponenti provenienti dal mondo della cultura, dell'arte, della società civile e del mondo economico, si trovano attorno ad un tavolo e, durante un "banchetto di sapienza", per dirla alla maniera di Dante, discutono di tematiche inerenti il rinnovamento della società attraverso le arti e attraverso la condivisione di progetti culturali. ”Questa seconda edizione, che avrà come artista ospite Fabio De Poli, affronterà il tema dei rapporti e delle possibili interazioni fra arte ed imprenditoria. Agli ospiti saranno poste le seguenti domande: - In che modo il sistema dell'arte, e della cultura in generale, con il suo lucido sguardo sul presente, può fornire un diverso punto di vista ed essere da stimolo per una nuova via nel mondo economico? - Le attività ecomiche, politiche e artistiche nella società di oggi hanno caratteristiche che si confrontano fra loro, spesso si rispecchiano l'una nell'altra. Esistono degli elementi comuni ad ognuna di esse? E se si, quali sono? - L'etimologia del termine imprenditore deriva dalla parola latina "prahendere" che vuol dire "prendere sopra di sè", "farsi carico".L'imprenditore è quindi colui che non solo dà inizio ad una attività, ma che "se ne fa carico", un compito impegnativo e di esito incerto. In questo è molto vicino all'artista che, a sua volta, si fa carico di esprimere un modo nuovo di guardare il mondo. Secondo questa analogia come possono queste due figure essere di supporto l'una all'altra? Quali sono i luoghi e le strategie che possono favorire il loro incontro? Sarà possibile vedere lo svolgimento dell'intera serata collegandosi su questo sito dal 12 febbraio 2011 ed intervenire inviando domande ai singoli commensali o considerazioni a info@vannucciartecontemporanea.com. L'apertura al pubblico della mostra “convivio 2011” per il cui allestimento Fabio De Poli ha creato appositamente: una tovaglia, 12 forme, un video e 41 collages sarà il 19 febbraio 2011 alle ore 18:00. Gli invitati per questa edizione saranno: Enrico Vannucci ospite, Galleria vannucciartecontemporanea Lorenzo Cirpiani moderatore storico dell'arte associazione UTOPIAS! Fabio De Poli ospite, artista Alberto Bubbio, professore associato economia aziendale Università Cattaneo Liuc Olle Anderson, designer, professore emerito Gothenburg university (Svezia) Paolo Gori, collezionista, imprenditore, casa editrice gli Ori Valerio Tesi, Soprintendenza di Firenze, Pistoia e Prato Fabrizio Tesi, imprenditore vivaista, Tesi group Gianpiero Ballotti, Associazione Amici di Groppoli Alfonso Musci, filosofo ricercatore Istituto Italiano Studi Storici di Napoli Diego Pirillo, filosofo ricercatore Scuola Normale di Pisa e Harvard University Dino Baldi, scrittore, casa editrice Giunti Carol Biagiotti, galleria Biagiotti arte contemporanea Firenze La cena sarà realizzata dallo chef Massimo Neri _Aoristò I contenuti video sono a cura di Piergiorgio Provenzano La musica dell'evento è a cura di Daniele Nesi, Paolo Zampini, Chiara Matese.

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    • GalleriaUno in 3D

      59:21

      from warmpiestudio Added 18 0 0

      GalleriaUno 12/1/2011 in 3D

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      • Mostra Didattica... mente - parte prima.

        31:47

        from Riccardo Rivarola Added 34 1 0

        Per ottimizzare la visione dei filmati, io e Paolo, abbiamo deciso di dividere quello che tratta dell'inaugurazione della mostra Didattica... mente, in due parti. Questa, quindi, è la prima parte. Buona visione!

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        • Workshop puppeter

          31:28

          from Riccardo Rivarola Added 57 0 0

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          • 2010 Scholarship Banquet: Dr. Don Richardson - "A God Prepared Messenger"

            30:41

            from CBSHouston.edu Added 313 2 0

            2010 Scholarship Banquet Westin Oaks in the Galleria presented by The College of Biblical Studies Houston, Texas April 1st, 2010

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            • GALLERIA VITTORIO EMANUELE II (MILANO, ITALY)

              28:41

              from etruscanwarrior Added 208 0 0

              GALLERIA VITTORIO EMANUELE II, Milano, Lombardia, Italia. Nel 1859 nacque l'idea di un passaggio coperto che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala: simile alla Galleria de Cristoforis, sempre a Milano a S.Babila, ma più grande e più borghese. La zona prescelta era quella a sinistra del Duomo, edificata con piccole costruzioni non consone all'immagine che la municipalità voleva dare alla piazza. Il Comune indisse un concorso internazionale al quale parteciparono 176 architetti e che vide vincitore il giovane Giuseppe Mengoni, il quale propose una lunga galleria attraversata da un braccio con al centro dell'incrocio una grande "sala" ottagonale: la copertura prevedeva un'ossatura in ferro e il resto in vetro. I due ingressi principali, quelli del braccio più lungo, previdero inoltre due grandi archi trionfali. I capitali necessari si trovarono costituendo una società in Inghilterra promettendo ricavi dalle proprietà in costruzione, la stessa che fabbricò l'ossatura in ferro e la spedì a Parigi per essere assemblata. Nel progetto originario la Galleria avrebbe dovuto essere più bassa: la volumetria degli edifici fu aumentata segretamente dalla società britannica che aveva pagato una tangente al sindaco Antonio Beretta. Nel 1865 iniziarono i lavori con la posa della prima pietra da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni più tardi si inaugurò la Galleria, anche se non completamente terminata. Quando questa società fallì, il Comune di Milano assunse la proprietà e continuò a fornire il capitale necessario. Circa dodici anni dopo finalmente il complesso fu terminato. Giuseppe Mengoni, l'ideatore della Galleria, vi morì proprio precipitando dalla cupola durante un'ispezione il 30 dicembre 1877, anche se non mancò l'interpretazione che si trattasse di un suicidio, dovuto alle critiche espresse da più parti e alla delusione per la mancata presenza del re all'inaugurazione. Non si poteva sapere che tale assenza era dovuta alle gravi condizioni di salute di Vittorio Emanuele II, tenute segrete, e che il re sarebbe morto dopo pochi giorni. La Galleria con i suoi caffè divenne ben presto il salotto di Milano e nel 1910 il pittore futurista Umberto Boccioni, dipingerà il movimento delle persone che la animavano nella tela Rissa in Galleria. Durante il 1914 ed i primi mesi del 1915, immediatamente precedenti l'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, la Galleria fu sede di manifestazioni di interventisti e pacifisti, spesso culminanti in zuffe. Il 7 novembre 1919 il diciannovenne anarchico Bruno Filippi morì dilaniato dalla sua bomba esplosa mentre entrava nel caffe' Biffi, noto per essere frequentato dai ricchi milanesi, cercando di compiervi un attentato. Durante la seconda guerra mondiale, nelle notti del 13 e del 15 agosto 1943, la Galleria venne colpita dai bombardamenti aerei alleati.

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              • Galleria (exterior)

                25:36

                from Mark Pease Added 73 0 0

                Galleria is a 25-minute, high definition, 3D animation depicting the exterior surfaces of a modern shopping mall recorded by a weightless camera as it slowly traverses its contours and enclosures. The CGI rendering of the mall parallels its artificiality but also furthers the artificiality by removing imperfections and variation, resulting in a depiction that has a crystal-like clarity. By presenting this at an extremely slow speed, the viewer is confronted with a hyper-synthetic representation of light, shadow, and space. I’m attempting to provide an experience much like that of the Parisian flâneur, whereby the viewer is able to empathize and attach themselves to inanimate objects, light and space in a way to “flow like thought through their physical surroundings…”

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                • Mostra Shozo Shimamoto

                  25:21

                  from luciano chinese Added 35 0 0

                  Incontro con l'Associazione Italia-Giappone Ochacaffé alla Galleria "Nuovo Spazio", sede di Udine durante la mostra di Shozo Shimamoto, con la partecipazione dei rappresentanti del Far East Film festival e del Club Unesco di Udine.

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                  • "lettera d'amore da A.P. ma... sono di Destra o di Sinistra?"- Viola Di Massimo

                    24:45

                    from viola Added 251 0 0

                    cortometraggio visibile anche su http://www.tyou.it/portal/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=11&video_id=907 “I Cavallier, l’arme, gli amori, le sorti dell’umana gente, io canto” (da Italiarazzismo.it) Questa volta Viola Di Massimo finalmente decide di divulgare uno dei suoi monologhi della raccolta di lettere d’Amore, precisamente la “lettera d’Amore da A.P. ma… sono di Destra o di Sinistra?”. Viola Di Massimo, non è un’interprete e neanche un attore ma ha comunque da “dire” ancora una volta e, questa volta, certo un dipinto non basterebbe. Continua la sua ricerca artistica andando a cimentarsi con qualsiasi mezzo possa aiutarla a trovare l’opera: che sia la sua voce, la sua immagine, i suoi disegni, va bene tutto pur di raccontare al meglio l’ultima scoperta di vita o l’ultima emozione provata. Le lettere d’amore sono scritte da un personaggio Protagonista (artista di professione) che, per incrementare i suoi guadagni, accetta lavori di vario genere e ad ogni esperienza avuta nasce una lettera che ne racconta la sua ultima relativa; lei, immancabilmente stupita, delusa, stravolta, esterrefatta, contenta… e con un dignitoso idealismo ottimista, mantiene l’entusiasmo nonostante… tutto. La Protagonista quindi è il Personaggio che, in ogni lettera, si firma in modo diverso: la Viaggiatrice da Cavacecio, la Venditrice di Caramelle Bianche, la Viola Ecchimosi o la Pascolatrice di Egofili*, come il lavoro in cui si sta cimentando proprio all’inizio di questa ultima lettera. Soliti sarcasmi sui qualunquismi? Soliloqui sui partitismi settari? Grottesche disquisizione contro ogni fede assoluta? No, il video-monologo di Viola Di Massimo è altro e oltre tutto ciò. E’ una piece virtuale nata attraverso un monologo su cui si è poi plasmato un video complementare quanto un elemento di puzzle; e proprio come un puzzle, la dimensione espressiva si compone a raggiera ogni volta di un elemento in più per la comprensione totale , da cui rimanda emozioni così interagenti da divenire complesse e spontanee al tempo stesso. Si tratta di satira così sagace ed umana da commuovere per i picchi da acuta ironia, le cui motivazioni e reazioni emotive eventuali, suscitano una tale ilarità da possedere il fruitore. Ma tutta questa Arte da cosa nasce? Dall’avvicendamento tra incanto e disincanto del personaggio-protagonista; l’artista che, implume ma curiosa, inizia ad aggirarsi nei meandri dell’ortodossia politica, faziosa, classista, imbattendosi in codificati compromessi, tatticismi grotteschi, stitici sorrisi, in paradossali contraddizioni e premeditate cortesie; ingredienti fondamentali per una Buona Politica, ossia il grande sistema di riferimento in cui i corsi di Strumentalizzazione ed Egofilia, sono le variabili al primo posto, mentre l’ignoranza ne è la costante. Il gap esistenziale nasce proprio dal motivo per cui la protagonista accoglie la proposta di fare il Politico: per una sopravvivenza più garantita in termini di sussistenza, della propria arte. E questa è la chiave, qui si svela l’arcano, si scioglie il nodo dei significati profondi della natura di quest’opera: è una grande metafora sull’Umanità, sul’attenzione che si deve ad ogni essere umano, (diverso e unico tra tutti gli individui), sulla verità e autenticità di ognuno, sugli ideali e sui principi conquistati con l’impegno dell’onestà mentale ed emotiva, sui sogni da perseguire e sulla capacità di scegliere in virtù di tutto questo. E’ un messaggio contro l’integrazione amorfa, l’adeguamento facile, l’omologazione, l’ignavia, la logica della sistemazione istituzionalmente legittimata. E’ un invito all’immediatezza, alla ricerca di se stessi e dell’altro. E’ un grido di liberazione delle coscienze dai vincoli dell’opportunismo, dalle ipocrisie e facili auto assoluzioni. Verso la fine del monologo troviamo infatti un appello esplicito alla capacità di mantenere sempre in vita, in questa nostra vita, la speranza di poter ancora esperire, ascoltare, toccare, inebriarsi “di”, in una parola Sentire. Mai rinunciare all’ Umanità nostra, di ognuno, di chiunque, di tutte le genti, i popoli, le sensibilità, le menti della civiltà Umana. Marga Esposito

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                    • Vernissage Organico Inorganico, personale di Iler Melioli con intervento critico di Renato Barilli

                      22:38

                      from yvonneartecontemporanea Added 113 0 0

                      MOSTRA: Iler Melioli – OrganicoInorganico DESCRIZIONE: Mostra personale di Iler Melioli INTERVENTO CRITICO in mostra e catalogo: Renato Barilli INAUGURAZIONE: Giovedì 1 marzo 2012 ore 18.30 con introduzione alla mostra di Renato Barilli SEDE: YvonneArtecontemporanea Contrada Porti, 21 - 36100 Vicenza Tel. 393 9060790 email: info@yvonneartecontemporanea.com www.yvonneartecontemporanea.com PERIODO: 1°marzo – 30 aprile 2012 ORARI GALLERIA: Martedì – Sabato 15.30 – 19.30 PATROCINIO: Comune di Vicenza EVENTI correlati: giovedì 22 marzo si terrà in occasione della presentazione del catalogo la conferenza "Una poetica in dialogo” tenuta da Iler Melioli; ad aprile un’opera monumentale dell’artista emiliano sarà presentata presso uno spazio pubblico del centro storico di Vicenza. Giovedì 1° marzo alle ore 18.30 Yvonneartecontemporanea inaugura la mostra di Iler Melioli curata dalla galleria con intervento critico di Renato Barilli. Sia negli spazi interni della galleria, sia nell’atrio del palazzo palladiano Porto-Festa l’artista installa la sua produzione più recente, dove si coglie l’essenza della sua ricerca nel legame cromo plastico tra disegno, pittura e scultura. Nella sua recente produzione non esiste alcuna cesura tra pittura, scultura e installazione; la stessa distribuzione dei segni e le campiture del colore che vediamo composte sulle tele, le ritroviamo inserite nelle sue Alberazioni, nei suoi assemblati in acciaio inossidabile. Iler Melioli (Reggio Emilia, 1949) rappresenta uno dei ritorni alla materia e alla castità delle forme, chiamato Neo Geo. In reazione all’accentuato soggettivismo del neo-espressionismo, all’inizio degli anni ottanta risorge negli Stati Uniti e in Europa una nuova astrazione geometrica, che usa o adatta liberamente l’arte non figurativa di matrice concettuale, programmatica e assemblativa degli anni sessanta-settanta. Questa tendenza, che include artisti molto diversi per formazione e lavoro, acquista per la prima volta visibilità nel 1984 a Documenta 8 a Kassel. Definita sin dalla metà del decennio con il termine di Neo Geo (abbreviazione di neo geometric conceptualism), essa è caratterizzata da freddi e impersonali assemblaggi composti da reali prodotti commerciali e da oggetti propri dell’immaginario quotidiano della cultura moderna, presentati tout court come opere d’arte di una bellezza senza tempo; oppure da raffigurazioni geometriche giocate sull’accostamento di tonalità cromatiche o di effetti “optical”, che donano alla superficie pittorica l’illusione di forme in rilievo; dalla combinazione di tecniche, materiali e oggetti provenienti dalla contemporanea civiltà tecnologica e dai mezzi di comunicazione di massa. Minimo comune denominatore di questa ricerca formalmente eterogenea è l’appropriazione postmodernista di forme e linguaggi preesistenti della storia dell’arte, mutuati dalla colorfield painting, dal nuouveau réalism, dalla pop e optical art, dal minimalismo e dall’arte concettuale. Con la pubblicazione AnniNovanta (ed. Mondadori), Renato Barilli storicizza la ricerca di Melioli nel quadro del neominimalismo accanto al gruppo della East Coast americana formato da Jeff Koons, Haim Steimbach e Peter Halley, oltre ad altri autorevoli esponenti europei quali John Armleder, Gunther Forg, Stefano Arienti e Umberto Cavenago. Il linguaggio di Melioli attinge risorse dal calcolo numerico, dal mondo delle scienze fisiche e matematiche, evidenziando le correlazioni possibili tra sistemi concettuali e fenomeni naturali...(R. Barilli ) Durante questo ultimo decennio la ricerca di Melioli procede verso un’evoluzione della scultura oggettuale e comprende lo sviluppo di un linguaggio visivo strutturato su di una nuova geometria articolata per adattarsi al quadro pittorico-bidimensionale e a quello tridimensionale delle forme plastiche Iler Melioli è presente con diverse opere nell’esposizione permanente dei Musei Civici di Reggio Emilia e in numerose collezioni private. Hanno scritto di lui Dede Auregli, Claudio Cerritelli, Roberto Daolio, Valerio Dehò, Giorgio Di Genova, Edoardo Di Mauro, Luigi Meneghelli, Monica Miretti, Francesco Poli, Severo Sarduy oltre a Renato Barilli dagli anni ’90 ad oggi.Alle ore 18.30 la mostra sarà introdotta da una presentazione di Renato Barilli

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