1. Museo del '900 - Milano

    02:50

    from Giuseppe Ragno Added 118 0 0

    Opere in ordine di comparsa: Useless Machine (1947) di Bruno Munari; Schema luminoso variabile RR66 (1963) di Grazia Varisco; Variable Kinetic Schema luminoso variabile + Quadrionda 13 (1962-69) di Grazia Varisco; Superfice Magnetica (1959-64) di Davide Boriani; Topoestesia (1965-70) di Gianni Colombo; Ambiente a shock luminosi (1964) di Giovanni Anceschi; Ambiente-Strutturazione a parametri virtuali (1968/1969) di Gabriele De Vecchi; Strutturazione tricroma (1963) di Giovanni Anceschi; Rovesciare i propri occhi (1970) di Giuseppe Penone.

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    • GRUPPO T: Miriorama, le opere, i documenti (P420 Arte Contemporanea, 15 maggio - 26 settembre 2010)

      05:40

      from P420 Added 949 9 0

      La mostra, curata da Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani, presenta le opere e la storia del Gruppo T, fondamentale esperienza d’avanguardia nata a Milano sul finire del 1959 dall’unione in gruppo degli artisti Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo e Gabriele Devecchi, cui si unirà subito dopo Grazia Varisco, che è stata tra le principali espressioni dell’arte cinetica e programmata in Italia e in Europa. Nel cinquantenario della prima mostra Miriorama del gruppo, avvenuta alla galleria Pater di Milano nel gennaio del 1960, la galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA rende omaggio agli artisti che hanno coraggiosamente saputo scrivere, nonostante una critica allora anche esplicitamente avversa, un’importante pagina della storia dell’arte, introducendo in maniera sistematica nell’opera d’arte il concetto di divenire, della pluralità delle forme e del concetto del tempo (si noti, T come Tempo). “Consideriamo la realtà come continuo divenire di fenomeni che noi percepiamo nella variazione” sono le parole che i fondatori del gruppo pubblicano sul loro manifesto teorico nel 1960. Da quel momento si dedicano a esperimenti cinetici e visivi, alla realizzazione di oggetti ‘spazio-tempo’ che coinvolgono attivamente gli spettatori attraverso percezioni sensoriali sovrapposte, attraverso il movimento intrinseco dell’opera dato da un motore o dalla presenza di una fonte luminosa o attraverso l’interazione diretta con essi. E’ così che Anceschi, Boriani, Colombo, Devecchi e Varisco concretizzano in maniera geniale un cambiamento formale che i tempi richiedevano, un superamento dell’arte statica e soggettiva che alla fine degli anni ’50 era ormai inevitabile e che si affacciava un po’ in tutta Europa con gli artisti di Zero a Dusseldorf, di GRAV a Parigi, dell’Equipo57 in Spagna per citarne alcune tra le principali espressioni. Arte Cinetica come realizzazione di un movimento, arte Programmata come programmazione esatta di tale movimento. E’ questa la geniale intuizione con cui gli artisti in mostra risposero alla realtà estremamente dinamica dell’allora civiltà industriale ed alla forte accelerazione dei processi di percezione della realtà, per cui essi stessi finirono per porsi di fronte a questa realtà, come scrisse Filberto Menna nel 1965, “non come di fronte ad una forma statica, come un soggetto che contempla un oggetto, ma come ad un complesso assai dinamico di relazioni”. L’artista non poteva che accettare, senza negarlo, lo scontro con questa nuova realtà, caratterizzata dallo sviluppo tecnologico nelle sue forme fondamentali della produzione industriale e del consumo di massa. Continuano gli artisti nel manifesto teorico del 1960: “Considerando l’opera come una realtà fatta con gli stessi elementi che costituiscono quella realtà che ci circonda, è necessario che l’opera stessa sia in continua variazione”. L’artista delle ricerche cinetiche e programmate intende operare non sulla forma quanto sui metodi, sugli strumenti tecnici, sulla fase di progettazione, con la forte esigenza di inserire una prospettiva umanistica nello sviluppo della tecnica moderna. Come sottolinea Luca Cerizza nel testo di presentazione sul catalogo della mostra “la ricerca del Gruppo T e delle simili espressioni coeve, ha rappresentato la possibilità di un’arte che mettesse in dubbio il mito dell’opera come forma finita e feticcio sacro, del creatore come genio individuale, per avanzare la proposta di un’opera come progetto, processo e partecipazione. L’orizzonte di un futuro diverso, attraverso una forma aperta, antiautoritaria, polisensoriale”. Continua Luca Cerizza: “in corrispondenza con un mutato clima sociale e politico, con le speranze di una democratizzazione diffusa e di promettenti orizzonti tecnologici, all’inizio degli anni ’90 una nuova scena internazionale ha riscoperto alcune delle premesse delle avanguardie ottiche-cinetiche-programmate e del credo di Rudolf Arnheim secondo cui ‘la percezione è sempre creazione’. Il lavoro di alcuni dei maggiori protagonisti degli ultimi anni come Olafur Eliasson e Carsten Höller, e poi di Carsten Nicolai fino a Jeppe Hein è impensabile senza quei precedenti, così come lo sono certe espressioni odierne della cultura digitale, del design e della grafica, della musica elettronica e della “club-culture”. Esposte in mostra oltre 30 opere storiche del gruppo realizzate negli anni ’60 e ’70 tra cui, per fare alcuni esempi, strutture tricrome e strutturazioni cilindriche virtuali di Giovanni Anceschi, superfici magnetiche e PH-scope a luce di Wood di Davide Boriani, spazi elastici e strutturazioni pulsanti e fluide di Gianni Colombo, superfici di spilli in vibrazione e forme retinate in movimento di Gabriele Devecchi, tavole magnetiche interagenti con lo spettatore, schemi luminosi e mercuriali di Grazia Varisco. La mostra, come la precedente organizzata dalla galleria P420 ARTE CONTEMPORANEA, lascerà ampio spazio alla documentazione, presentando un allestimento arricchito dall’esposizione di preziosi cataloghi, inviti, manifesti, in grado di delineare il percorso artistico ed espositivo del gruppo tra il 1959 e i primi anni ‘70, con particolare evidenza alle storiche mostre chiamate ‘Miriorama’ dagli esponenti stessi del gruppo. Ancora una volta il riuscito binomio opere-documenti permetterà anche al visitatore meno preparato di inserire l’avanguardia cinetico-programmata in un ben preciso contesto culturale, e di poterne così meglio apprezzare il valore storico-artistico. Il catalogo, con introduzione del curatore e critico Luca Cerizza, testi critici, testimonianze, pubblicazione delle opere esposte e catalogazione dei documenti dell’attività espositiva del gruppo, è disponibile in galleria. The exhibition, curated by Alessandro Pasotti and Fabrizio Padovani, presents the artwork and the history of Gruppo T, the fundamental avant-garde experience born in Milan in late 1959 from the union of the artists Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo and Gabriele De Vecchi, and soon afterwards Grazia Varisco, which was among the principal expressions of kinetic and programmed art in Italy and Europe. On the fiftieth anniversary of their first group exhibition Miriorama, held at the Pater gallery in Milan in January 1960, the P420 CONTEMPORARY ART gallery is paying homage to the artists who bravely managed to write an important page in art history, despite criticism explicitly opposing them, systematically introducing into artwork the concept of becoming, from the plurality of forms and the concept of time (note, T for Time). “We see reality as the constant becoming of phenomenon that we perceive in variation” are the words that the group’s founders published in their theoretical manifesto in 1960. From that moment they devoted themselves to kinetic and visual experiments, to creating ‘space-time’ objects which actively involved the audience through superimposed sensorial perceptions, the intrinsic movement of the artwork caused by a motor or a light source or direct interaction with them. This is how Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi and Varisco so brilliantly materialised the formal change that the times required, an overcoming of static and subjective art which by the end of the Fifties was inevitable and was appearing to a certain extent all over Europe with the artists from Zero in Dusseldorf, GRAV in Paris and Equipo57 in Spain, to name some of the main expressions. Kinetic Art as the creation of a movement, Programmed Art as accurate programming of that movement. This is the brilliant intuition with which the exhibiting artists responded to the then extremely dynamic industrial civilisation and to the rapid acceleration of the processes of perception of reality, so they ended up facing this reality, as Filberto Menna wrote in 1965, “not facing a static form, like a subject contemplating an object, but rather an extremely dynamic complex of relationships.” The artist could only accept, without denying it, the fight with this new reality, characterised by technological development in its fundamental forms of industrial production and mass consumption. The artists continue in their theoretical manifesto of 1960, “considering the artwork as a reality made of the same elements that constitute that reality which surrounds us, it is necessary that the artwork itself be in constant change.” The artist of kinetic and programmed research intends to work not on form as much as on methods, technical tools, the design phase, with the pressing need to insert a humanistic perspective into the development of modern technology. As Luca Cerizza stresses in the introduction to the exhibition catalogue, “the research carried out by Gruppo T and similar contemporaneous expressions, represented the possibility of an art which could undermine the myth of the artwork as finite form and sacred fetish, of the creator as an individual genius, to advance the idea of an artwork as a project, a process and participation. The horizon of a different future, through an open, anti-authoritarian and multi-sensory form.” Luca Cerizza continues, “in correspondence with a changed social and political climate, with the hopes of widespread democratisation and promising technological horizons, in the early Nineties a new international scene discovered some of the premises of optic-kinetic-programmed avant-garde and Rudolf Arnheim’s credo, according to whom “perception is always creation”. The work of some of the biggest names of recent years, such as Olafur Eliasson and Carsten Höller, and from Carsten Nicolai to Jeppe Hein, is unthinkable without these precedents, as are certain everyday expressions from digital culture, design and graphics, electronic music and ‘club-culture’. On exhibition are over thirty of the group’s historic artworks, created in the Sixties and Seventies, among which, to give some examples, strutture tricrome and strutturazioni cilindriche virtuali by Giovanni Anceschi, superfici magnetiche and PH-scope a luce di Wood by Davide Boriani, spazi elastici and strutturazioni pulsanti e fluide by Gianni Colombo, superfici di spilli in vibrazione and forme retinate in movimento by Gabriele De Vecchi, superfici magnetiche interagenti con lo spettatore, schemi luminosi e mercuriali by Grazia Varisco. Like the previous exhibition organised by the P420 CONTEMPORARY ART Gallery, plenty of space will be given to documentation, presenting a vision enriched by valuable catalogues, invitations and posters, outlining the artistic and exhibitive path of the group between 1959 and the early Seventies, with particular emphasis on the historic ‘Miriorama’ exhibitions held by the exponents of the group. Once again the successful combination of artworks-documents will allow even the least-prepared visitor to place kinetic-programmed avant-garde in a precise cultural context, and thus better appreciate its historic and artistic value. The catalogue, with introduction from curator and critic Luca Cerizza, critical texts, publication of the artworks exhibited and cataloguing of exhibition documents by the group, is available in the gallery.

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      • Dialoghi della composizione

        19:28

        from dialoghidellacomposizione Added 290 0 1

        Dialoghi della composizione. Riflessioni interdisciplinari sul progetto urbanistico contemporaneo. Conversations on composition. Interdisciplinary reflections on contemporary urban planning project Un progetto di Antonella Bruzzese e Antonio Longo. Montaggio e riprese di Federica Verona. DiAP Politecnico di Milano, 2010 Interviste a: Beniamino Servino, Francesco Micheli, Giovanni Anceschi, Massimiliano Viel, Enzo Procopio, Pietro Leemann, Alessandro Cimmino. Il video presenta i risultati di un ciclo di seminari organizzati da A.Bruzzese e A. Longo presso il Politenico di Milano nel giugno del 2010 in occasione dei quali gli ospiti sono stati invitati a discutere dei principi e dei metodi della composizione nelle loro differenti pratiche disciplinari. The video illustrates the results of a cycle of seminars organized by A. Bruzzese and A. Longo at the Polytechnic of Milan in 2010 in which representatives of different disciplines were invited to talk about composition. Altro su: www.planum.net/planum-magazine/dialoghi-della-composizione

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        • Bla | Bla | Bla - iPhone/iPad app

          02:00

          from lorenzo bravi Added 17.9K 142 5

          Bla Bla Bla is a sound reactive application for iPhone and iPad. This app is a little selection of an exercise called “Parametric Mask”. The exercise is a part of a one-day workshop held in December 2010 at the design department of IUAV of Venice and in February 2011 at the ISIA of Urbino. The aim of the workshop, called “Procedures of Basic Design”, is to go beyond the classic exercises about form and perception that characterize the course of Basic Design. The new exercises introduce the use of a programming language as a tool that allows to solve problems. It’s not a programming workshop, but a way to use numbers, math and logic, which permits to show objectively how we solve a design problem. Students attend the first year of a design school and have never programmed before. The programming language used in the workshop is Processing. The porting for iOs was written in Open Frameworks. http://www.lorenzobravi.com/projects/bla-bla-bla/ http://www.lorenzobravi.com/projects/workshop-isia/ http://www.lorenzobravi.com/projects/workshop-iuav/ http://itunes.apple.com/app/bla-bla-bla/id430815432?mt=8#

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          • workshop iuav / mask exercise

            03:09

            from lorenzo bravi Added 709 3 0

            http://www.lorenzobravi.com/projects/workshop-iuav/

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            • Incontro con Giovanni Anceschi

              03:48

              from Graphic Design Worlds Added 630 2 0

              Abbiamo incontrato Giovanni Anceschi, designer, storico e critico e lo abbiamo intervistato sul tema del graphic design. Nel video, la prima domanda dell'intervista. Giovanni Anceschi è designer, artista, saggista e critico. E' professore ordinario all’Università Iuav di Venezia, dove dirige il Dottorato in Scienze del Design. Ha studiato alla HfG di Ulm e ha insegnato in varie istituzioni tra cui il Dams di Bologna e il Politecnico di Milano. Lavora al progetto di una revisione della disciplina del design della comunicazione in direzione di una registica multimodale. Tra le sue pubblicazioni: Monogrammi e figure (La Casa Usher 1988) e L’oggetto della raffigurazione (Etas, 1992).

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