1. G8 - G20 face aux crises financière, économique et sociale

    04:21

    from Alter-Echos Added 531 0 0

    C'est en France que les prochains G8 (26 et 27 mai à Deauville) et G20 (3 et 4 novembre à Cannes) vont se tenir. A l'occasion du Forum Social Mondial de Dakar (février 2011), Alter-Echos (www.alter-echos.org) a interviewé des représentants de la société civile de chaque continent afin d'avoir leur avis sur les enjeux et défis des prochains G8 et G20. Parmi eux, Naomi Klein, Pablo Solon, Susan George, Nnimmo Bassey etc... Cette vidéo est le second chapitre de la vidéo complète (disponible ici : http://vimeo.com/22341785). Elle revient sur les crises financière, économique et sociale et l'incapacité des G8 et G20 à y faire face.

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    • G8 - G20 illégitimes

      03:35

      from Alter-Echos Added 884 1 0

      C'est en France que les prochains G8 (26 et 27 mai à Deauville) et G20 (3 et 4 novembre à Cannes) vont se tenir. A l'occasion du Forum Social Mondial de Dakar (février 2011), Alter-Echos (www.alter-echos.org) a interviewé des représentants de la société civile de chaque continent afin d'avoir leur avis sur les enjeux et défis des prochains G8 et G20. Parmi eux, Naomi Klein, Pablo Solon, Susan George, Nnimmo Bassey etc... Cette vidéo est le premier chapitre de la vidéo complète (disponible ici : http://vimeo.com/22341785). Elle revient sur l'illégitimité des G8 et G20 à décider à décider pour le reste de la planète.

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      • NO LOGO (subtítulos en Español)

        40:38

        from Darío Franco Medina Added 9,396 20 1

        El documental de Naomi Klein basado en su best-seller honónimo sobre el impacto de las Marcas comerciales en la cultura, la sociedad, el neoliberalismo o capitalismo y la globalizacion

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        • G8-G20 : les peuples d'abord, pas la finance !

          17:20

          from Alter-Echos Added 2,465 3 0

          C'est en France que les prochain G8 (26 et 27 mai à  Deauville) et G20 (3 et 4 novembre à Cannes) vont se tenir. A l'occasion du Forum Social Mondial de Dakar (février 2011), Alter-Echos (www.alter-echos.org) a interviewé des représentants de la société civile de chaque continent afin d'avoir leur avis sur les enjeux et défis des prochains G8 et G20. Parmi eux, Naomi Klein, Pablo Solon, Susan George, Nnimmo Bassey etc... Ils reviennent sur l'illégitimité de ces instances à décider pour l'ensemble de la planète, mais aussi sur la crise économique et financière, leurs conséquences sociales, environnementales et alimentaires et les initiatives que doivent prendre la société civile à ces occasions.

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          • La Doctrina del Shock

            01:18:38

            from SixPositive Added 2,408 12 0

            Directores: Michael Winterbottom y Mat Whitecross Basado en el libro "The Shock Doctrine. The Rise of Disaster Capitalism" (2007) de Naomi Klein Producción: Renegade Pictures y Revolution Films País: Reino Unido Fecha: Octubre, 2010 Género: Documental Duración: 79 minutos Idioma: Inglés - Subtitulada en español SINOPSIS: ¿Qué tienen en común la dictadura de Pinochet en Chile, la caída del muro de Berlín, los atentados contra las torres gemelas de Nueva York, la guerra de Irak o las inundaciones en Nueva Orleans? El filme "La doctrina del shock", basado en el libro del mismo nombre, nos muestra cómo detrás de todos estos desastres se esconden tramas urdidas de corrupción y violencia. La periodista, académica y activista Naomi Klein nos argumenta y nos da ejemplos en su libro de cómo desde que se inició el auge del capitalismo del desastre en los años 70 esta práctica no ha parado de desarrollarse y perfeccionarse. Los cineastas Michael Winterbottom y Mat Whitecross, codirectores de la multipremiada "The Road to Guantanamo", traen ahora a la pantalla un documental con imágenes reales extraídas de lo más profundo de los archivos filmográficos de todo el mundo. Usando el tratamiento del electroshock como metáfora, la película explora cómo los Estados Unidos, con la ayuda de la CIA, cayeron rendidos ante la interpretación del economista Milton Friedman sobre el capitalismo de mercado y trataron de imponerla en los países en desarrollo. Tuvieron éxito en vender la desregulación del mercado libre a los países en crisis que no tenían otra opción más que hacer lo que les exigía la nación más rica de la tierra. El documental, igual que el libro, denuncia la estafa de las políticas económicas de la Escuela de Chicago y su conexión con el caos y el derramamiento de sangre por todo el mundo. Hace un repaso exhaustivo y clarificador de las actuaciones de Tatcher, Bush, Pinochet, Videla, Yeltsin, Reagan… y de la connivencia con los grandes aglomerados empresariales que representaban intereses económicos privados. Después de un desastre, como el tsunami del sudeste asiático en 2004, la maquinaria privatizadora se pone en marcha para acabar con lo público, en este caso con las playas pobladas por pescadores locales y actualmente ocupadas por grandes hoteles. Los mercados completamente desregulados han creado un clima económico totalmente desequilibrado en el que un pequeño grupo se ha hecho extremadamente rico y el resto se ha hundido en la pobreza. Esto llevó a la extensión de la privatización y a la violencia en Rusia, Polonia, Chile, Sudáfrica y, por supuesto, Oriente Medio. La Doctrina del Shock nos cuenta cómo sucedió, quiénes lo promovieron, dónde sigue todavía en marcha, y qué se puede hacer para frenarlo.

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            • We are the Poors - cronache dal Sudafrica 2002

              31:11

              from Michele Citoni Added 206 1 1

              Anni Ottanta, Roma. Un’immagine della mia adolescenza, nitida ma di incerta collocazione: forse un corteo per la pace, forse un concerto del grande Peter Gabriel nel momento in cui intona la canzone per Steven Biko. Alzo il pugno, insieme a migliaia di persone. Gridiamo “Free Nelson Mandela!”. Nel cuore di tutti noi (che peraltro sappiamo poco della complessità e delle contraddizioni interne al movimento di liberazione dei neri sudafricani) Biko vive nella lotta eroica di Mandela, rinchiuso in carcere a Robben Island. Due miti, un solo mito di libertà. Fine agosto 2002, Sudafrica. Sono a Orange Farm, insediamento informale dove centinaia di migliaia di persone vivono al limite. Mi concentro nello sforzo di filtrare quanto accade attraverso la videocamera cercando al contempo di non restare nascosto dietro l'obiettivo. Di fronte, un giovane militante dei nuovi movimenti sociali delle township. Un attimo prima recitava nel teatro di strada vestito in giacca e cravatta, un abito “di scena” di una pulizia tanto improbabile, in quella distesa di polvere rossa, quanto comune. Ora veste una maglietta che raffigura l’Africa e un pugno chiuso. Stringo sul volto. Mi dice: “Vivo in una baracca da quando sono nato, e mi hanno sfrattato dal luogo in cui vivevo, Mandelaville”. L’immagine di un povero, privato anche del diritto ad abitare in un luogo intitolato a Mandela, è una delle più simbolicamente e dolorosamente salienti tra quelle che ho riportato a casa. In una battuta racconta che dopo otto anni dall’insediamento al governo dell’African National Congress il sogno dell’uguaglianza e della giustizia in Sudafrica è ancora lontano: le regole formali dell’apartheid razziale sono state abolite, ma a prenderne il posto sono quelle dell’apartheid di classe, iscritte nei codici della globalizzazione neoliberista. La ricetta della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, adottata dal governo di Thabo Mbeki succeduto a Mandela, ha avvitato il Sudafrica in una spirale perversa di impoverimento. Le privatizzazioni causano aumenti delle bollette dell’acqua e dell’elettricità, con conseguenti tagli indiscriminati dei servizi. La scure dell’“aggiustamento strutturale” ha distrutto il settore pubblico e deindustrializzato il paese. Le famiglie africane restano prive di fonti di reddito essenziali per integrare la già magra base di sostentamento derivante da un’agricoltura di sussistenza confinata nelle poche terre, appena il 10%, che l’esproprio coloniale ha lasciato alla maggioranza nera (il 90% della popolazione). E di questo furto non può essere fatta giustizia se si pretende che la redistribuzione avvenga a prezzi di mercato e in valuta estera: di fatto, negli otto anni dalla nascita del nuovo Sudafrica meno del 2% della terra è stata restituita. La leadership del movimento di liberazione ha accettato un chiaro compromesso: il riconoscimento dei diritti civili in cambio dell’intangibilità della proprietà privata. A trarne vantaggio, oltre alla minoranza bianca, sono solo le ristrette elite indigene emergenti. Ma la novità degli ultimi anni è la nascita di un forte movimento dei senza terra che occupa i terreni incolti e l’emergere di una protesta che ha cercato di rendersi “visibile” in occasione del summit sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg. Ho incontrato questo nuovo Sudafrica al di fuori delle sale e dei corridoi in cui il summit e il “controsummit” ufficiale discutevano sui vuoti impegni della comunità internazionale. L'ho visto ad Alexandra e Soweto, a Khayelitsha (Cape Town), negli insediamenti informali sparsi per tutto il paese e fin sotto i grattacieli postmoderni di Sandton, il quartiere dei ricchi di Johannesburg, sfarzoso e superfortificato. Le forme espressive di questa mobilitazione popolare sono le stesse, basate sul canto, il ballo, il teatro che provengono dalla tradizione della lotta di liberazione ma la protesta si esprime oggi contro il tradimento delle promesse di quella stessa lotta. Lo fa in forma radicale, fluida e carsica ma sempre più estesa, senza mediazioni. I suoi protagonisti non si ritrovano insieme in quanto neri, o colored, o indiani, ma in quanto “poveri”. Sono le vittime del nuovo apartheid, l’apartheid del capitalismo. (Michele Citoni, "Sudafrica in video", CNS Ecologia Politica, n. 1-2, gennaio-luglio 2003, Anno XIII, fascicolo 53, pag. 41) --- Questo documentario, di cui ho curato produzione, regia, riprese (con una palmare Canon MVX1i), audio (con un microfono stereo direzionale Canon DM-50) e che ho completato alla fine del 2002, è il mio primo lavoro video. Il montaggio e la postproduzione sono di Ermanno De Biagi (Video Artigiano).

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              • A Taste of TED (2010) highlights reel

                03:00

                from TED Blog Added 15.7K 29 3

                TED recaps 2010 — an amazing year of talks from three conferences, a bunch of smaller TED events, and a powerful year of TEDx. Featuring (in order of appearance): The LXD, Chris Anderson, Julian Assange, Bill Gates, Chip Conley, Naomi Klein, John Underkoffler, Marcel Dicke, Van Jones, Deborah Rhodes, Rufus Griscom and Alisa Volkman, Brian Cox, Diane Laufenberg, Clay Shirky, Hillary Clinton, Craig Venter, Laurie Santos, Raghava KK, Jamie Oliver, Hans Rosling, Miwa Matreyek, Rory Sutherland, John Kasaona, Sheena Iyengar, Michael Specter, Sir Ken Robinson, Barry Schwartz, Jacqueline Novogratz, Jody Williams, Beverly and Dereck Joubert

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                • Perleando con Julian Carvajal y Alex Flores

                  19:06

                  from Las Perlas del Mar Added 61 0 0

                  Evento G20 Legal Defence Fundraiser with Naomi Klein, Hawksley Workman y Martha Chaves

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                  • Martha Chaves, Naomi Klein and Hawksley Workman G20 Legal Defence Fundraiser

                    55:40

                    from Las Perlas del Mar Added 163 0 0

                    During the G20 summit in June this year, the residents of Toronto bore witness to the largest mass arrest in Canadian history as approximately 1200 people were assaulted, harassed, beaten and arrested by the police. More than 250 were charged and six remain in jail. Others are out on bail under extraordinarily restrictive conditions, continuing to face police harassment and re-arrest. Legal costs are mounting.

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                    • Entrevista con Martha Chaves at the Great Hall

                      06:44

                      from Las Perlas del Mar Added 45 0 0

                      Interview with Martha Chaves host for G20 Legal Defence Fundraiser Community Solidarity Network http://g20.torontomobilize.org/nov11

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