1. Dovesciare.it su Odeon tv

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    Le televisioni parlano di Dovesciare.it, vero fenomeno nel panorama dello sci on line. Qui l'intervista ad Andrea Greco a Skionlinetv nella puntata del 31 dicembre 2012 www.dovesciare.it

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    • Intervista a Marco Jaeggi - Odeon TV - "Violati gli accordi internazionali"

      02:23

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      Intervista a Odeon, 21 luglio 2011 Violazione degli accordi internazionali tra Svizzera e Italia

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      • Aguzzate la vista

        02:54

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        Dato che si parla di Rebus, ecco un altro classico da «La Settimana Enigmistica»: trovate le differenze tra i due video. Forza non è difficile! Un suggerimento: le differenze consistono nell’assenza di una serie di barzellette degne di «Per rinfrancar lo spirito... tra un enigma e l'altro». — SOLUZIONE — Il filmato postato dall’utente «mollanz» (cioè Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus) è la versione integrale della trasmissione. Nel video postato dall’utente «tankerenemy» (cioè il Rosario Marcianò ospite di Rebus) sono stati eliminati cinque secondi di trasmissione, di modo che la frase completa: «...emettono onde ELF e ULF, quindi onde estremamente basse e onde elettromagnetiche estremamente alte, e emettono gigabyte di watt nella ionosfera, riscaldaldola, e creando una sorta di corridoio...» si è trasformata in: «...emettono onde ELF e ULF, quindi onde estremamente basse, nella ionosfera, riscaldaldola, e creando una sorta di corridoio...» Per chi masticasse poco di fisica ed elettromagnetismo, vado a illustrare nel dettaglio la serie di strafalcioni che il Marcianò è riuscito a raggruppare in appena una decina di parole. Innanzi tutto Rosario parla di ELF come onde “estremamente basse” e di ULF come onde “estremamente alte”, che, nel suo linguaggio pseudoscientifico zeppo di tecno-cazzore, starebbe per onde a bassissima frequenza e onde ad altissima frequenza. Poi: le ELF (Extremely Low Frequency) sono davvero onde a frequenza molto bassa, ma lo sono anche le ULF (Ultra Low Frequency). Ancora: nel programma HAARP non si usano né le onde ELF né le onde ULF, ma onde HF (High Frequency, cioè ad alta frequenza). Non per niente l’acronimo HAARP sta per «High Frequency Active Auroral Research Program», quindi terza castroneria da Oscar (il Marcianò neanche sa cosa cosa significa il nome del progetto che pretende di conoscere, e illustrare, così bene): http://www.haarp.alaska.edu/ Per finire in bellezza, Rosario se ne esce dicendo che le antenne di HAARP emettono “gigabyte di watt”: il «gigabyte» è un’unità di misura dei dati in informatica, il «watt» è l’unità di misura della potenza, il “gigabyte di watt” è una boiata degna del premio IgNobel (sarebbe come dire “tonnellate di metri” o “ettolitri di secondi”, cioè mettere insieme due unità di misura che non c'entrano un tubo l’una con l'altra). Marcianò intendeva dire, sempre usando il suo tecno-bla-bla, che le antenne di HAARP emettono gigawatt di potenza (un gigawatt corrisponde a un miliardo di watt). Se avesse detto «gigawatt» sarebbe stato comunque un dato completamente sballato, in quanto esse sono in grado di emettere potenze di circa quattro megawatt (milioni di watt, cioè potenze mille volte inferiori rispetto ai gigawatt), ma almeno avrebbe dimostrato di conoscere giusto quel minimo necessario delle basi di fisica, dato che si presenta come “studioso” e “ricercatore” (e magari già che c'era anche quel minimo necessario delle basi di informatica, ché il suo lavoro dovrebbe essere quello di “consulente informatico”). Invece niente: purtroppo per lui si ostina a definirsi “informatico” e “studioso” e “ricercatore”, quando in realtà non conosce neanche l’abc delle materie di cui pretende di discettare come ne fosse un rinomato esperto. Se qualcuno pensasse che sono troppo cattivo e che in fondo un lapsus può capitare a tutti, devo disilluderlo: Rosario Marcianò, parlando della potenza emessa dalle antenne usate nel progetto HAARP, straparla in continuazione di “gigabyte di watt” anziché di «gigawatt». Alcuni esempi: http://www.youtube.com/watch?v=Z_uJ1YCiBqg#t=2m35s http://www.youtube.com/watch?v=LNXtMJS0tjw#t=0m10s http://www.youtube.com/watch?v=6NbfLgSibos#t=2m30s Avvisato delle colossali sciocchezze dette, piuttosto che scusarsi ed ammettere di non avere la più pallida idea del vero significato delle parole che usa e degli argomenti che tratta, il buon Rosario ha pensato bene di dare giustificazioni ridicole come questa: «Il refuso Gigabite è un errore che non mi ero reso conto di fare. Si tratta di deformazione professionale, evidentemente. Il mio lavoro è il recupero dati e di Giga bite (di dati) parlo sempre.» http://www.tankerenemy.com/2009/04/il-consiglio-comunale-di-cesena-approva.html#c7912373452927447291 e questa: «Sono dati inviati e ricevuti e quindi Gigabites è corretto.» http://www.tankerenemy.com/2009/05/rebus-vs-gaia.html#c5972796265037273867 Dandosi quindi ulteriormente la zappa sui piedi e rovinando quel poco di credibilità che avrebbe potuto ancora mantenere come “informatico”: infatti scrive per ben tre volte (perciò anche qui la scusa del lapsus non è credibile) «gigabite» anziché «gigabyte». In informatica esistono i «gigabit» e i «gigabyte», il “gigabite” al massimo esiste nelle paninoteche, visto che potrebbe significare solo «miliardi di morsi» oppure «morso gigantesco». La sagace mossa successiva di Rosario è stata quella che si può ammirare nel mio video, cioè di eliminare la frase incriminata dalla trasmissione, facendo finta che non sia mai esistita. Nulla di nuovo sotto il sole: chi lo conosce e segue le sue imprese non se ne meraviglia, visto che questo è il suo modus operandi abituale. Il tutto per di più condito da un'ipocrisia e una faccia di tolla eccezionali, visto che parla continuamente di «riscrittura orwelliana della scienza» da parte di chi scova i suoi errori, nel senso che racconta in continuazione che sono gli altri, e non lui, a cambiare versione come fa più comodo per poi sostenere di non averlo mai fatto e di non aver mai sbagliato.

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