VM18 ▶

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“Il pubblico moderno è un ‘astrattivo’ ammirevole poiché sa godere delle astrazioni più assolute dell’esistenza. All’Olympia, per esempio, è stato possibile vedere gli spettatori applaudire freneticamente il fonografo che si trovava sul palco, agghindato di fiori e la sui tromba di rame rilucente aveva appena terminato di suonare un duetto d’amore … La macchina trionfava, il pubblico applaudiva il fantasma sonoro di attori, lontani o morti. È con tale spirito che gli spettatori accorrono al teatro cinematografico. ”Già nel 1913 Canudo sosteneva l'attiva partecipazione del pubblico come parte fondamentale del cinematografo. V.M. 18 spinge lo spettatore a partecipare a un paradosso, legato sia alle immagini dei film sia al sonoro, le cui radici, attraverso un salto cronologico, risalgono proprio alle prime esperienze del cinema muto. La sonorizzazione, l'accompagnamento musicale, era affidato infatti a fonografi o a orchestre che si esibivano dal vivo dietro le quinte del cinema/teatro. Il paradosso di V. M. 18 risiede proprio nel dare musica a pellicole che per scelta autoriale non ne presentano e nel ri-montare in 18 minuti film, pietre miliari del cinema moderno, che si distinguono proprio per la loro integrità narrativa. Si tratta insomma di una violenza perpetuata ai danni di opere organiche concluse e composite, una violenza che tenta di avviare una metamorfosi sonora nell'inedito e visivo-verbale, nella riconsiderazione, nell'abbandono e nell'enfatizzazione di alcune scene rispetto ad altre. E' violenza decostruttiva per i cinefili, è violenza costruttiva per i musicofili.E' violenza vietata a tutti coloro che non rileggono i classici, che non guardano i film più volte, che non ne ascoltano le colonne sonore fino allo sfinimento uditivo. E' vietato a tutti coloro che credono che i film si concludano con i titoli di coda.La musica inedita prodotta per l'evento sarà non solo un memento e una fonte rinnovata per i film riediti, ma rappresenterà un'esperienza performativa di per sé, sostenuta esclusivamente dalle immagini. Gli attori dell'evento sono i cinque videoeditor cui spetta il compito ingrato di tagliare e rimontare le pellicole selezionatee i 5 gruppi che dovranno essere sostenuti da tale sforzo visuale e che rifacendosi ad una tradizione ormai sepolta tenteranno di determinare e guidare la percezione delle immagini da parte del pubblico senza essere visti, presenti come sonoro, ma assenti visivamente. L’obiettivo di V. M. 18 è quindi la ristrutturazione subliminale delle immagini dei film.

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