Credits
Concept and direction: Chiara Bortoli, Francesca Raineri / Jennifer rosa
Performer: Francesca Foscarini
Mixing manager: Chiara Bortoli
Technique: Fiorenzo Zancan
Co-produced by: Jennifer rosa and Associazione culturale Van

Supported by Festival Danza in Rete/Teatro Comunale città di Vicenza - Voll, Vicenza

La performance HIT ME! è costruita a partire da una playlist di canzoni strettamente legate a un dato biografico oggettivo della performer: i pezzi al vertice delle classifiche nel giorno del suo compleanno, in ordine cronologico dalla nascita a oggi.
I migliori successi, ascoltati e ballati da tutti, rappresentativi di un’epoca, la incalzano uno dopo l’altro: pezzi che non ha scelto ma che la riguardano, canzoni che si ritrova addosso, maratona di una vita in cui buttarsi a capofitto in un’improvvisazione sempre diversa.
Pezzi da cui, come spettatori, siamo colpiti a nostra volta nel sovrapporsi di evocazioni e rimandi.
La scena è costituita nell’economia di uno scarno set tecnico: una videocamera di fronte alla quale la performer torna ripetutamente; un videoproiettore; uno schermo su cui il suo volto appare.
La playlist musicale è gestita live nella scelta di durate, tagli e pause, assecondando o spiazzando la performer.
La consegna è di affacciarsi all’obiettivo, disponendosi ogni volta ad un ascolto “nuovo”: farsi attraversare dalla musica, facendo sì che ogni pezzo apra precisi immaginari corporei. Poi, nel compimento di un accumulo, lasciare che la danza scaturisca, dando corpo a un’intuizione, al di là di stereotipi o intenzioni coreografiche.
Una volta che la danza immaginata si è pienamente realizzata, la performer tornerà alla videocamera.
La sua presenza si alterna così tra la dirompenza del corpo vivo e la sospensione dell’immagine video che ne rivela e amplifica lo stato, tra concentrazione, sprofondamento, spossatezza, stupore.
Un ritratto, che si offre e si ritrae. Un esporsi disarmato.
Nel tutto pieno forzato del pop si condivide l’attesa della prossima canzone, in una promessa di felicità sempre superata dalla canzone successiva.
Tra improbabili repertori e anarchie di movimento, un’altra danza arriva e si incarna, a generare energie, derive e abbandoni, dentro e fuori dal tempo, tra kitsch e tragedia. O stando semplicemente con quel che c’è, a favore di un’inconcludenza che è propria della vita.

ENG

HIT ME! is a performance built from a playlist that is closely linked to an objective biographical data about the involved performer: the songs that ranked at the top of the charts on her birthday, in chronological order from her birth to the present day.
These hits, listened to and danced by everyone, standing for a specific period, press the performer one after the other: tracks she didn't choose and yet about her songs she finds sticking on her, the marathon of a life in which she will throw herself headlong with an ever-changing improvisation.

Tracks by which we are affected in turn as audience members, in the overlapping of evocations.

The scene has a bare technical set: a video camera towards which the performer goes again and again; a video projector; a screen on which her face appears.
The playlist is managed live while choosing durations, cuts, and pauses, going along with the performer or to catching her off-guard.
Her task is to face the camera objective, preparing herself each time to a "new" listening, letting the music go through her and opening a precise physical imaginary. Then, while fulfilling a sort of accumulation, letting the dance spring up, giving substance to an intuition, beyond any stereotypes or choreographic intentions.
Once the imagined dance is fully executed, the performer will return to the camera.
Her presence thus alternates between the disruptiveness of the living body and the suspension of the video image that reveals and amplifies her state, between concentration, immersion, exhaustion, astonishment.
A portrait, offering and retracting itself. A disarmed kind of exposure.

In the forced fullness of pop, the anticipation of the next song is shared, in a promise of happiness that is always surpassed by the following song.
Between improbable repertoires and anarchies of movement, another dance gets in and is embodied, generating energies, drifts, and abandonment, balancing between kitsch and tragedy. Or simply lingering on what is there, in favour of an inconclusiveness that is proper to life.

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Jennifer rosa

Jennifer rosa

JENNIFER ROSA è un collettivo artistico attivo a Vicenza dal 2005.
A partire da un nucleo di performer e autori provenienti essenzialmente dalla danza contemporanea – Chiara Bortoli, Francesca Raineri, Francesca Contrino, Vasco Manea, la ricerca del…


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JENNIFER ROSA è un collettivo artistico attivo a Vicenza dal 2005.
A partire da un nucleo di performer e autori provenienti essenzialmente dalla danza contemporanea – Chiara Bortoli, Francesca Raineri, Francesca Contrino, Vasco Manea, la ricerca del collettivo è andato espandendosi verso la performing art e le arti visive anche grazie alla collaborazione con Fiorenzo Zancan, videoartista, e di Andrea Rosset, fotografo.
Loro lavori sono stati presentati in Italia, Francia, Germani, USA, Uruguay.

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